Tiziano Lera ricorda Girolamo Ciulla e lancia un appello alle istituzioni della Versilia

Pietrasanta piange Girolamo Ciulla, scomparso l'8 dicembre scorso. Con lui, dopo Mitoraj e Botero, se ne va un altro indiscusso protagonista della primavera artistica e culturale esplosa negli anni Ottanta, che ha avuto la forza di proiettare l'immagine della Piccola Atene nel mondo.

Con Ciulla Pietrasanta perde un altro grande protagonista della vita culturale e artistica

Tutti artisti di primissimo piano, che qui hanno scelto di vivere lasciando inevitabilmente un'eredità enorme. Per l'architetto Tiziano Lera è un altro pezzo di cuore che se ne va.

Ho avuto il privilegio di averli come amici – ci racconta – e vederli andar via uno ad uno mi riempie di tristezza. Li porterò sempre con me”.

Ciulla, originario di Caltanissetta, arriva in Versilia nel 1988 all'età di 36 anni e, dopo aver esposto alla Versiliana, decide di stabilirsi a Pietrasanta. L'incontro con Lera avviene proprio in quell'anno.

Fu il grande amico Enrico Tesconi a presentarmelo, un giorno, al bar Michelangelo. Era un giovanissimo artista, ancora in divenire. Vedrai, mi disse Enrico, lui si farà. E aveva ragione”.

Un uomo con grande senso dell'amicizia

Ma come sempre Lera non giudica l'artista, preferisce ricordare l'uomo.

Era una persona splendida – prosegue l'architetto – che come me aveva il senso dell'amicizia. Con lui, come con altri artisti di fama che hanno vissuto a Pietrasanta, ho avuto un rapporto speciale. E quando accade che si riesce a costruire uno scambio senza interessi è davvero un gran dono. Un giorno lo invitai a casa mia, alla Fortezza a Montignoso, gli mostrai il giardino e gli raccontai la mia idea di costruire un teatro di verzura all'aperto. Mi disse: cosa posso fare per dare il mio contributo? Subito pensai ad un rospo perché una sera dopo una festa mi addormentai in giardino e quando mi svegliai c'era un rospo che mi osservava dritto negli occhi, quasi aspettasse delle risposte da me. Ciulla me ne ha realizzato uno di sette metri, che dialoga con la via Francigena. Ad osservarlo ho sentito la stessa emozione di quando ho visto la sfinge, la stessa ieraticità, lo stesso dilemma, un mistero...pura energia!”.

L'architetto Lera si porta dentro anche un altro toccante ricordo di Ciulla. Fu quando la moglie Laura, compagna di una vita e creatrice di gioielli, convinse con ostinata convinzione alcuni artisti di fama a creare per lei anelli d'arte, fusi a Pietrasanta.

Si era messa in testa questo progetto e alla fine ci è riuscita – ricorda Lera – ben sapendo che "in fondo all'anima e nelle mani di ogni artista vi sono potenzialità nascoste e desideri inappagati di ogni forma di poesia e bellezza". Questo scrisse Stefano Contini in un bellissimo articolo sulla rivista Arte. Fra loro c'era anche Girolamo Ciulla, che addirittura consegnò a Laura due bozzetti”.

L'acqua di Afrodite, l'ultimo regalo di Girolamo Ciulla a Pietrasanta

Girolamo Ciulla ha mantenuto un legame strettissimo con Pietrasanta e oggi riposa anche lui nello spazio riservato ai cittadini illustri insieme a Fernando Botero e Igor Mitoraj.

“L'acqua di Afrodite” scolpita da Ciulla sul bozzetto realizzato da Lera nel 1994, è oggi posizionata ai piedi delle mura storiche nell’angolo tra Piazza Statuto e via del Teatro. Rappresenta Afrodite, dea dell'amore e della bellezza, che emerge dalle acque a richiamare quella vivacità creativa che sgorga dalle mani e dall'intelletto dei pietrasantini, abili scultori e artigiani, scienziati come Padre Eugenio Barsanti o grandi poeti come Giosuè Carducci.

Questo permette a Tiziano Lera di fare un'ultima riflessione di più ampio respiro.

A Pietrasanta, ma non solo, nella mutazione naturale del territorio è necessario restare in armonia paesaggistica. Le sculture devono stare nella natura, in mezzo alle piazze e ai bordi delle strade, accessibili a tutti perché la bellezza è un patrimonio universale. Dobbiamo tutti fare uno sforzo per ritrovare un equilibrio che ci permetta di trasmettere questo valore anche alle nuove generazioni. Di conseguenza bisogna ascoltarsi, recuperando per l'arte e la cultura spazi importanti e unici come la Rocca, la Marina con le sue piazze e il pontile con l'idea unica di sculture in mare, come la sirenetta di Andersen, così come la Versiliana sul fiumetto”.

Lodovico Poschi Meuron 

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