THAYAHT, l’artista che scrutava i cieli della Versilia

di MIRKO SPINETTI

THAYAHT e la Versilia.

La prima tuta Made in Italy, un carro a vela che sfreccia sulla battigia, un macchinario per scovare gli ufo, una casa gialla sulla spiaggia di Tonfano. Non stiamo cercando di confondervi proponendo una lista nonsense su temi casuali, piuttosto vogliamo titillare la vostra curiosità preparandovi alla storia di questo numero.

Signori, signore e signor*, abbiamo il piacere di parlavi di un genio dimenticato del panorama artistico italiano del ‘900, Ernesto Michahelles, alias THAYAHT.

THAYAHT e suo rapporto con il Futurismo

Ernesto nasce a Firenze nel 1893, in una famiglia crogiuolo di identità, da madre anglo-americana e padre tedesco. Cresce in un ambiente ricco, artisticamente e non solo, e grazie anche al considerevole retaggio genetico che può vantare (il bisnonno era lo scultore statunitense Hiram Powers), debutta nel mondo dell’arte a 22 anni. Tommaso Marinetti lo arruola nel Futurismo insieme al fratello Ruggero Alfredo; da allora si faranno conoscere con i nomi di THAYAHT e RAM.

THAYAHT in tuta

Nel 1918 inizia a lavorare a Parigi nel campo dell’alta moda per la maison di Madeleine Vionnet e solo due anni dopo, insieme al fratello, inventa la TUTA, indumento moderno, versatile, pensato per essere realizzato in casa grazie ad un cartamodello, che verrà distribuito sul quotidiano «La Nazione». Sarà il boom in “tuta” Europa… e non solo, ma questa è un’altra storia. L’editing è tiranno e non abbiamo ancora citato la Versilia! Rimediamo subito.

THAYAHT e la Versilia

Fu a Viareggio nell’agosto del 1917, presso il Select Palace Hotel (ora Grand Hotel Principe di Piemonte), che THAYAHT fece l’amicizia di Djagilev e Massine, due famosi ballerini che gli faranno conoscere Madeleine Vionnet. Ed è sempre in Versilia, nella Marina di Pietrasanta di fine anni ‘30, che THAYAHT si rifugia nel suo buen retiro, la “casa gialla”.

La casa gialla al Tonfano

La dimora del Tonfano, ristrutturata secondo i concetti di funzionalismo e modernità, è già da anni studio e teatro della genesi delle opere dell’artista.

THAYAHT ama profondamente la Versilia, così ricca di dinamismo, che coglie nell’impeto delle onde e nello sferzare del vento. Ama la gente del posto, sincera e concreta.

La stessa gente che lo osserva un po’ stupita, ma anche divertita, mentre solca veloce la spiaggia sul suo “carro vela”, importando nel Bel Paese uno degli sport più comuni del nord Europa atlantico. THAYAHT ama i silenzi siderali della notte e il bagliore dei corpi celesti, così tanto da voler installare sul tetto della casa gialla i telescopi utili per descrivere e illustrare meteore, aurore boreali e altri strani fenomeni.

Il desiderio più grande resta comunque quello di poter conoscere ciò che è nascosto agli occhi ma nudo alla mente. Fin da giovanissimo si era avvicinato al mondo dell’esoterismo, entrando in contatto con personaggi emblematici, come il teosofo indiano Jiddu Krishnamurti, considerato da molti occultisti incarnazione del Buddha Maitreya.

Il primo ufologo che scrutava i cieli della Versilia

Questa è l’anima del genio, divisa tra ossessione per i prodigi della tecnica e attrazione verso le cangianti sfumature dell’anima. Madeleine Vionnet conosce bene questo lato dell’amico e gli invia una serie di articoli sugli avvistamenti di “dischi volanti” ed esseri umanoidi verificatisi in Francia negli anni ’50. Sarà la scintilla che porterà THAYAHT a diventare uno dei primi ufologi al mondo e a fondare in Italia, nel 1954, il Centro
Indipendente Raccolta Notizie Osservazioni Spaziali, che ha sede nella sua nuova abitazione a Fiumetto.

Qui è dove passa il tempo ad indagare l’ignoto, documentando gli avvistamenti dei testimoni oculari, elabora teorie sull’energia dei meridiani lungo i quali si muoverebbero gli UFO e progetta strumentazioni che rilevano variazioni nel campo magnetico per segnalare l’avvicinarsi dei dischi volanti.

Le ricerche si interrompono nel 1959, quando THAYAHT muore a Marina di Pietrasanta all’età di 66 anni, lasciando in eredità al mondo la propria creatività eclettica e una finestra aperta, affacciata sull’ipotesi di mondi inesplorati e verità celate.

E se siamo riusciti a far nascere in voi la curiosità, vi invitiamo a conoscere meglio opere e vita di un grande artista che ha calcato la terra della Versilia, ne ha respirato l’aria, sorseggiato le acque ma, soprattutto, ne ha scrutato i cieli.

RIPRODUZIONE RISERVATA

The Versilia Lifestyle è una testata giornalistica iscritta al Tribunale di Lucca n. 3 2018
Direttore Responsabile
Isotta Boccassini
Editore Associazione Culturale più informati più sicuri
Via San Giorgio, 53 – 55100 Lucca – P.i. 02437380468
Design by
Copyright @2020 The Versilia Lifestyle - Privacy Policy