Le origini di Seravezza e della Versilia, c’era una volta “Sala Vetitia” e “Sala Versiliae”

di Katia Corfini

C’era una volta “Sala Vetitia” e “Sala Versiliae”, partiamo di qui per descrivere Seravezza.

Un luogo in cui nascono i sogni, fatto di boschi di castagno e di felci che, illuminati dal candore del marmo, danno riparo ai frutti del bosco. Una vera e propria “serra” incorniciata dalle Alpi Apuane dove si respira quiete e gli animi si placano. Seduti su di un sasso nei limpidi ruscelli puoi accompagnare con lo sguardo rare farfalle e libellule blu.

Una terra magica che spazia dalla rinomata e vicina costa versiliese alle magnifiche alture dall’aspetto alpino. Un luogo in cui la terra, generosa con chi la coltiva, dona i preziosi frutti della tradizione Apuo-Versiliese. Frutti che deliziano le tavole dei residenti come quelle dei visitatori.

Seravezza e l’antica terra medicea

Seravezza è uno dei luoghi dell’antica terra medicea. Girando in questa cittadina posta alla confluenza di due ripide valli può capitare di incontrare la scritta “Vetitia”. Ed è proprio da questo particolare che parte il nostro viaggio nel raccontarvi la Terra di “Sala Vetitia”, il nome dall’antico borgo longobardo che indicava un centro di scambi commerciali nell’attuale Seravezza.

Entrata del Palazzo Mediceo il pozzo e la scultura della trota

L’origine del nome è una questione ancora oggi molto dibattuta e l’ipotesi più accreditata non deriva, come si potrebbe immaginare, dall’unione dei nomi dei due torrenti che la attraversano, il Serra e il Vezza, ma bensì è il paese stesso a donare il nome ai due corsi d’acqua. Durante la dominazione longobarda i borghi rurali avevano al centro la “Sala”, corrispondente alla latina villa o fattoria, trasformata poi in castello fortificato.

Da Sala Vetitia il nome si tramutò in Sera Vetza. Si narra che poi un notaio, dividendone a metà il nome, dette rispettivamente ai due fiumi che vi confluivano i nomi di Serra e Vezza.

Nei documenti troviamo l’antico «fluvius Vesidia» (Vezza) che si congiunge nel centro del borgo con il Riomagno (antico nome del Serra) che scorre dal versante sud del Monte Altissimo. Da questa unione nasce il fiume Versilia.

Una volta il corso del fiume scendeva verso valle in prossimità di dove si trova oggi Pietrasanta, l’antica “Sala Versiliae”. Proseguiva poi fino alla foce di Motrone. Mentre oggi dopo vari interventi lo sbocco a mare è al Cinquale.

La leggenda e il ratto della trota

Giungendo a Ruosina sul bordo del fiume Vezza noterete una scultura in marmo. In alto una trota e, alla sua base, un cippo che riporta lo stemma della famiglia dei Medici, dei Lorena e un’iscrizione così tradotta: “La Serenissima Christina Lothorga, Granduchessa, prese sotto a questo masso una trota di 13 libbre, l’anno 1603” in ricordo della pesca fortunata di una trota di quasi 6 kg per mano della nobildonna Maria Cristina di Lorena.

La focata per la fiera di San Lorenzo dove il Serra incontra il Vezza

Ma la leggenda racconta che fu invece per mano di un fedele paggio. Nel cortile del Palazzo Mediceo troverete un pozzo dove è stata collocata un’altra scultura della trota. Negli anni queste opere sono state oggetto di svariati furti fino al più conosciuto “ratto della trota” degli anni cinquanta per mano di alcuni ragazzi di Querceta.

Dopo qualche giorno però sparirono anche i batacchi delle campane dalla chiesa di Querceta. Si narra poi che grazie all’astuzia dei ragazzi l’opera tornò al suo posto e le campane tornarono a suonare. Sovente troverete altre rappresentazioni della trota che nel tempo divenne un vero e proprio simbolo della città.

E qui è da sottolineare città, perché il Comune di Seravezza, si fregia del titolo di Città in virtù del Decreto emanato dal Presidente della Repubblica del 31 dicembre 1975.

Palazzo Mediceo dal 2013 patrimonio dell’umanità dall’Unesco

Tra arte, storia, musica e folclore è sede di molte attività, soprattutto in estate.

Con le sue antiche ex Scuderie Granducali, che includono il teatro e un’ulteriore sede espositiva, annovera importanti mostre di arte moderna e contemporanea.

Oggi un magnifico prato unisce le due costruzioni ed è meta visitatissima con le sue mostre, fiere e festival. Tra le tante citiamo la nota Enolia che a maggio ci porta alla scoperta dell’olio e del vino di qualità, oltre che dei prodotti del territorio. Tra gli ultimi successi il Mediceo Live Festival che anche quest’anno ospiterà numerosi artisti con tante novità.

Reduce dal grande successo della mostra “Ritorno agli anni ottanta, mitologia moderna” quest’anno la Città di Seravezza e la Fondazione Terre Medicee ci sorprenderanno con inedite informazioni con una nuova mostra dal 12 Aprile al 30 Settembre dal titolo “Divismo, spettacolo, cultura 1950-1980 la Bussola di Bernardini”. Chissà quante altro ha da offrire questa magnifica terra.

Magari lo scopriremo nel prossimo articolo.

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