Le origini di Seravezza e della Versilia, c’era una volta “Sala Vetitia” e “Sala Versiliae”

di Katia Corfini

C’era una volta “Sala Vetitia” e “Sala Versiliae”, partiamo di qui per descrivere Seravezza.

Un luogo in cui nascono i sogni, fatto di boschi di castagno e di felci che, illuminati dal candore del marmo, danno riparo ai frutti del bosco. Una vera e propria “serra” incorniciata dalle Alpi Apuane dove si respira quiete e gli animi si placano. Seduti su di un sasso nei limpidi ruscelli puoi accompagnare con lo sguardo rare farfalle e libellule blu.

Una terra magica che spazia dalla rinomata e vicina costa versiliese alle magnifiche alture dall’aspetto alpino. Un luogo in cui la terra, generosa con chi la coltiva, dona i preziosi frutti della tradizione Apuo-Versiliese. Frutti che deliziano le tavole dei residenti come quelle dei visitatori.

Seravezza e l’antica terra medicea

Seravezza è uno dei luoghi dell’antica terra medicea. Girando in questa cittadina posta alla confluenza di due ripide valli può capitare di incontrare la scritta “Vetitia”. Ed è proprio da questo particolare che parte il nostro viaggio nel raccontarvi la Terra di “Sala Vetitia”, il nome dall’antico borgo longobardo che indicava un centro di scambi commerciali nell’attuale Seravezza.

Entrata del Palazzo Mediceo il pozzo e la scultura della trota

L’origine del nome è una questione ancora oggi molto dibattuta e l’ipotesi più accreditata non deriva, come si potrebbe immaginare, dall’unione dei nomi dei due torrenti che la attraversano, il Serra e il Vezza, ma bensì è il paese stesso a donare il nome ai due corsi d’acqua. Durante la dominazione longobarda i borghi rurali avevano al centro la “Sala”, corrispondente alla latina villa o fattoria, trasformata poi in castello fortificato.

Da Sala Vetitia il nome si tramutò in Sera Vetza. Si narra che poi un notaio, dividendone a metà il nome, dette rispettivamente ai due fiumi che vi confluivano i nomi di Serra e Vezza.

Nei documenti troviamo l’antico «fluvius Vesidia» (Vezza) che si congiunge nel centro del borgo con il Riomagno (antico nome del Serra) che scorre dal versante sud del Monte Altissimo. Da questa unione nasce il fiume Versilia.

Una volta il corso del fiume scendeva verso valle in prossimità di dove si trova oggi Pietrasanta, l’antica “Sala Versiliae”. Proseguiva poi fino alla foce di Motrone. Mentre oggi dopo vari interventi lo sbocco a mare è al Cinquale.

La leggenda e il ratto della trota

Giungendo a Ruosina sul bordo del fiume Vezza noterete una scultura in marmo. In alto una trota e, alla sua base, un cippo che riporta lo stemma della famiglia dei Medici, dei Lorena e un’iscrizione così tradotta: “La Serenissima Christina Lothorga, Granduchessa, prese sotto a questo masso una trota di 13 libbre, l’anno 1603” in ricordo della pesca fortunata di una trota di quasi 6 kg per mano della nobildonna Maria Cristina di Lorena.

La focata per la fiera di San Lorenzo dove il Serra incontra il Vezza

Ma la leggenda racconta che fu invece per mano di un fedele paggio. Nel cortile del Palazzo Mediceo troverete un pozzo dove è stata collocata un’altra scultura della trota. Negli anni queste opere sono state oggetto di svariati furti fino al più conosciuto “ratto della trota” degli anni cinquanta per mano di alcuni ragazzi di Querceta.

Dopo qualche giorno però sparirono anche i batacchi delle campane dalla chiesa di Querceta. Si narra poi che grazie all’astuzia dei ragazzi l’opera tornò al suo posto e le campane tornarono a suonare. Sovente troverete altre rappresentazioni della trota che nel tempo divenne un vero e proprio simbolo della città.

E qui è da sottolineare città, perché il Comune di Seravezza, si fregia del titolo di Città in virtù del Decreto emanato dal Presidente della Repubblica del 31 dicembre 1975.

Palazzo Mediceo dal 2013 patrimonio dell’umanità dall’Unesco

Tra arte, storia, musica e folclore è sede di molte attività, soprattutto in estate.

Con le sue antiche ex Scuderie Granducali, che includono il teatro e un’ulteriore sede espositiva, annovera importanti mostre di arte moderna e contemporanea.

Oggi un magnifico prato unisce le due costruzioni ed è meta visitatissima con le sue mostre, fiere e festival. Tra le tante citiamo la nota Enolia che a maggio ci porta alla scoperta dell’olio e del vino di qualità, oltre che dei prodotti del territorio. Tra gli ultimi successi il Mediceo Live Festival che anche quest’anno ospiterà numerosi artisti con tante novità.

Reduce dal grande successo della mostra “Ritorno agli anni ottanta, mitologia moderna” quest’anno la Città di Seravezza e la Fondazione Terre Medicee ci sorprenderanno con inedite informazioni con una nuova mostra dal 12 Aprile al 30 Settembre dal titolo “Divismo, spettacolo, cultura 1950-1980 la Bussola di Bernardini”. Chissà quante altro ha da offrire questa magnifica terra.

Magari lo scopriremo nel prossimo articolo.

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Olga Zayats è ucraina ma versiliese di adozione e si occupa di promozione del nostro territorio
In Versilia ormai la conoscono in molti. Non passa inosservata agli eventi mondani e spesso ci imbattiamo sulla sua pagina instagram dove racconta il nostro territorio con gli occhi affascinati di una straniera.
Olga, 37 anni, si è trasferita in Italia nel 2006, assai prima della guerra, portando con sé le sue radici ucraine.

Il blog di Olga Zayats per seguire la Versilia con gli occhi di una giovane ucraina

"Fin da piccola - racconta - ho coltivato la passione per i viaggi e la fotografia. Lavorando nel settore turistico, ho scoperto le innumerevoli meraviglie della Versilia in Toscana e ho deciso di condividerle con il mondo attraverso il mio blog "IO e TOSCANA", dove racconto la bellezza di questa terra dal mio punto di vista".
Inizialmente Olga ha condiviso le sue foto sui social media, ma presto ha sentito il desiderio di approfondire la narrazione attraverso un sito web personale: "grazie alla crescita della mia presenza online, ho scoperto il mio amore per la creazione di video, che ha suscitato l'interesse e l'apprezzamento del pubblico. Ho investito tempo e risorse per perfezionare le mie abilità, trasformando così la mia passione in una vera e propria professione".
Oggi Olga supporta le aziende locali nel raccontare la propria storia e a catturare l'essenza e la bellezza del territorio attraverso i suoi video.
"La Versilia ha conquistato il mio cuore - aggiunge - non solo per la sua straordinaria bellezza paesaggistica, ma anche per la calda accoglienza delle persone che ho avuto il piacere di incontrare e che oggi chiamo amici, oltre che per gli ottimi servizi, la cultura e la cucina".
"Credo fermamente - conclude Olga - che la nostra regione abbia un grande potenziale ancora inesplorato, che potrebbe essere valorizzato attraverso lo sviluppo di un turismo fuori stagione e l'organizzazione di eventi per la comunità locale".
Olga si può seguire sul blog ioetoscana o esplorare il portfolio stories.o.z per scoprire la magia della Toscana attraverso i suoi occhi e le sue storie.
Buon viaggio!

Dopo il successo della scorsa edizione torna “Scatta la Marina”.

Il contest fotografico, che GoVersilia e il Consorzio di Promozione Turistica della Versilia rinnovano in occasione della manifestazione “Marina in Fiore 2024”, dedicato alla fascia costiera del territorio pietrasantino.

Format vincente non si cambia

Con l’arrivo della Primavera infatti, si sono recentemente conclusi i contest invernali del gruppo GoVersilia che come ogni anno vedono presentate le migliori immagini nella serata dedicata dal titolo “Pietrasanta e la Versilia in un click”, permettendo ai fotoamatori di riscaldarsi per il nuovo progetto fotografico.

Il format di Scatta la Marina 2024 segue il modello 2023.

Scatta la Marina GoVersilia

In collaborazione con il Consorzio di promozione Turistica della Versilia e il Comune di Pietrasanta sede del contest. Il regolamento è semplice: le foto potranno essere scattate su tutto il territorio delle frazioni della Marina in qualsiasi contesto e per qualunque argomento. In particolare dando rilievo alla Fiera come soggetto principale ma senza limitare i partecipanti alla propria creatività.

Quest’anno inoltre si potranno aggiungere dei contenuti letterari come una poesia o una citazione (opzione facoltativa per i partecipanti).

Scatta la Marina, c'è tempo fino al 13 maggio

I fotoamatori inizieranno a scaldarsi già dal fine settimana del 20 Aprile. Potranno continuare ad inviare e pubblicare fotografie tramite immagini digitali fino alla mezzanotte del 13 Maggio.

L’occhio attento dei fotografi si orienterà non solo sulla ricca fioritura primaverile presente sul territorio della Marina, che si estende dalle Focette passando da MotroneTonfano Fiumetto, ma anche verso le tantissime manifestazioni e attività presenti con un ricco programma di appuntamenti su tutto il territorio che offrirà moltissime occasioni di scatto.

Partendo da Tonfano nell’area del pontile con il Pietrasanta Beach Throwdown crossFit che vede la partecipazione di oltre 800 atleti provenienti da tutta Italia, all’incantevole Parco della Versiliana che ospita il Garden Show in Versiliana nei giorni dal 25 al 28 Aprile, alle abbondanti fioriture di tutti i giardini. Con il suo culmine di Marina in fiore che quest’anno si svolgerà dal 3 al 5 Maggio 2024.

"Siamo contenti di rinnovare questo impegno - spiega Katia Corfini, capofila di Go Versilia - donando un tocco di colore in più a queste intense giornate di manifestazioni nel territorio della Marina. Ma soprattutto incontrando la grande richiesta ed entusiasmo dei nostri fotoamatori che festeggiano quest'anno il decennale con quasi diecimila iscritti".

Un grande contenitore in cui scatenare la creatività

Le immagini e i testi opzionali potranno essere pubblicate sui social di GoVersilia, Instagram o inviate per email con un titolo che rappresenti il significato della foto e la dicitura e/o hashtag “Scatta la Marina”.#ScattaLaMarina #GoVersilia #InVersilia #VisitVersilia.

La libertà di scelta dei fotografi sarà totale in quanto la manifestazione stessa, “Marina in Fiore 2024”, raccoglie un’ampia scelta al suo interno. Il contest sarà come un grande contenitore in cui c’è posto per tutto e per tutti. Questa è l’idea, che GoVersilia, rinnova ad ogni fotografo che ami il territorio di Marina di Pietrasanta.

Scatta la Marina GoVersilia

Inoltre proprio grazie al grande lavoro sociale fatto, per il cittadino ed il territorio, in questi ultimi tempi il Gruppo GoVersilia offrirà ai visitatori anche una panoramica delle tante attività svolte durante l’anno.

Fotografi e turisti potranno così ammirare anche quest’anno alcune fotografie scelte dal concorso “Pietrasanta d’inverno” e “Scatta la Marina 2023” presso le attività commerciali della Marina e la Proloco. Potranno così avere una visione diretta degli scatti che andranno ad arricchire la mostra “Errante”. Mostra che contiene fotografie dedicate anche alla nuova tradizione popolare “Gesù dei Pescatori e della gente di mare”.

Scatta la Marina per valorizzare il suo litorale

Immagini con il potere di valorizzare non solo la bellezza del territorio in ogni stagione, ma anche, la storia delle origini di questo magnifico litorale.

Le immagini potranno essere pubblicate sui social di GoVersilia, Instagram o inviate per email con un titolo e/o descrizione che rappresenti il significato della foto e la dicitura e/o hashtag “Scatta la Marina”.

Per la pubblicazione delle foto gli hashtag da utilizzare sono: #GoVersilia #ScattaLaVersilia #InVersilia #VisitVersilia   #ScattaLaMarina #GoVersilia #InVersilia #VisitVersilia.

In caso eccezionale per chi ha problemi ad utilizzare gli hashtag può indicare nei commenti o nella descrizione della foto “Concorso GoVersilia” oppure “Concorso Scatta la Marina”.

Le immagini digitali dei concorsi fotografici sono visibili sul gruppo FB GoVersilia, sui profili IG per chi non può o vuole pubblicarle può inviarle anche via email agoversilia@gmail.com

Buona luce a tutti partecipanti

Ulteriori informazioni e regolamento disponibili sul gruppo Goversilia https://www.facebook.com/groups/goversilia

#GoVersilia #ScattaLaMarina #MarinadiPietrasanta #Inversilia #Visitversilia #Tonfano #MarinadiPietrasanta

Come per ogni edizione che si rispetti, il periodico del territorio The Versilia Lifestyle per l'uscita natalizia ha organizzato un appuntamento da non perdere.

Mercoledì 20 dicembre dalle ore 17.30 la redazione vi aspetta da Alex Pasticceria a Querceta per ritirare la vostra copia gratuita del giornale in versione natalizia, con tanti approfondimenti culturali, enogastronomici, di lifestyle, ma anche curiosità di ieri e di oggi che riguardano il nostro territorio, rigorosamente in black & white.

Nato nel 2018, il periodico The Versilia Lifetstyle racconta le nostre eccellenze con un occhio diverso e mai scontato.

Mercoledì sarà anche l'occasione per farsi gli auguri di Natale e brindare con i Vini dell'Altra Donna di Strettoia e deliziare il palato con i panettoni dolci e salati di Alex, due eccellenze enogastronomiche del nostro territorio.

Vi aspettiamo!

Alla scoperta dell'antico mestiere dei fungaioli
Di Gioele Poli
Mah…te che te ne intendi, dove posso andare a cercare i funghi?”
Se avete mai posto una domanda simile a chi di mestiere fa il fungaiolo, difficilmente vi avrà dato una risposta chiara. Il bosco cela un’infinità di tesori nascosti e, fra tutti, queste preziose muffe sono forse i più conosciuti.
Dovete sapere che l’Alta Versilia ha sempre avuto il suo fulcro nel bosco. Per capire meglio cosa intendiamo dobbiamo tornare indietro nel tempo, negli anni del dopoguerra. Per i versiliesi, durante il secondo conflitto mondiale, il bosco ha rappresentato la salvezza, un luogo in cui fuggire per proteggersi dai nazisti. Oggi torna ad essere inesauribile fonte di sostentamento, luogo da rispettare e curare. I castagneti, con i loro “alberi del pane” sono tenuti ben puliti in modo che i frutti possano essere raccolti facilmente e portati al metato, una costruzione molto semplice in pietra o mattoni utilizzata dalla collettività per essiccare le castagne, quelle stesse castagne che da lì a poco diventeranno farina finissima. Amata dai bambini, che la consideravano alla stregua dei dolci (troppo cari per la maggior parte delle famiglie), la farina di castagne rappresenta il sostentamento primario di chi vive nelle nostre località di montagna. Attualmente di molti metati rimane solo la testimonianza silenziosa di ruderi abbandonati, ricordo di un tempo nei quali i boschi erano più simili a giardini che a selve trascurate.
Eppure, sostando in uno dei tanti bar situati a Stazzema, Molina, Terrinca e altri paesini di montagna, scoprirete che, tra una partita a tressette e una bevuta in compagnia, c’è ancora qualcuno che tiene a cuore le tradizioni del passato e si impegna nel mantenerle vive. Sono personaggi d’altri tempi, usciti da chissà quale fiaba, uomini e donne che vivono in sintonia con il bosco e le sue stagioni: mantengono attivo il proprio metato e macinano ancora la farina di castagne come una volta, si prendono cura dei sentieri tenendoli puliti come aie di cortile, custodendo gelosamente quelle famose vie che portano negli anfratti segreti in cui si celano i funghi. Sui volti di queste persone si legge un po’ di malinconia, forse perché vedono il proprio impegno cadere sempre più nell’oblio dell’indifferenza o, forse, per la delusione di una pubblica amministrazione poco collaborativa che ha scordato chi lotta per difendere le proprie radici e tradizioni.
Guardando i loro occhi non posso fare a meno che pensare a mio Nonno e alla sua storia. Nato in una famiglia in cui le bocche da sfamare erano ben dieci, e soldi per mantenerle pochi, fin da piccolo capì quanto il bosco fosse un’opportunità per non patire la fame. Quando gli chiedo: “Come hai imparato a cercare i funghi?”, la sua non è la risposta che ci si potrebbe aspettare. “Da solo perché avevo fame”. Non ha mai avuto un mentore, qualcuno che gli spiegasse quale fosse velenoso o commestibile, tutto era affidato all’esperienza, poca, rubata ai propri genitori e, molta, fatta direttamente sul campo. Bacche, castagne, funghi: quello il bosco aveva da offrire e per chi, come mio nonno, non poteva fare affidamento su bestiame o campi, erano fra le poche cose che rimanevano. E penso che sia proprio questo il motivo che portò a nascondere con tanta cura le "fungaie", quelle zone del sottobosco così prolifiche la cui collocazione si tramandava in famiglia, di generazione in generazione, come preziosa eredità. Rimango sempre affascinato sentendolo descrivere, questo nostro bosco.
È vero, sono nato in un’epoca in cui il bosco non si vive, difficilmente si visita e ancor meno si cura. Siamo più interessati a percorrere vie lastricate che sentieri scoscesi, ad osservare vetrine sfavillanti  che anfratti verdeggianti nell’ombra. Forse per noi, creature social che veniamo da virtuali mondi high-tech, il bosco appare solo come un ammasso di alberi indefinito ma, se alziamo gli occhi dai nostri schermi e ci fermiamo ad ascoltarne la voce, potremmo renderci conto che ci troviamo dinanzi ad una vera e propria città verde brulicante di vita, che si dischiude a noi, indicandoci vie, luoghi e storie del nostro passato.
Le possibilità che il bosco offre sono molteplici, dalle risorse che custodisce alle infinite opportunità turistiche che potrebbero arricchire la fama già nota della nostra terra. Ma soprattutto è un pezzo di noi, della nostra identità, del nostro DNA collettivo. Se questo autunno avrete la fortuna di sedervi al tavolo di un ristorante e ordinare un succulento piatto di tagliatelle ai funghi o gusterete il celeberrimo ciaccio, preparato con la ricotta, non dimenticate che tutto ciò è possibile solo grazie ai tesori che la nostra terra ci dona e al grande e amorevole impegno dei sapienti custodi del Bosco.

di Francesca Navari

Terra di fasti, gloriosi soggiorni ma anche di aneddoti spesso sottaciuti, per non dire di gaffes clamorose. La Versilia ha tanto da raccontare e non solo per quei riflettori che da sempre l'hanno resa luogo dove si sono consumati amori, spaccati di mondanità e in cui hanno soggiornato personaggi che hanno segnato la storia di tutta l'Italia. Ma c'è dell'altro. A volte più intrigante, rivelatore del vero volto e delle più ruvide consuetudini, o di dolori malcelati di volti da copertina o, addirittura, di stuzzicanti 'si dice'. Perchè in Versilia è successo di tutto di più. Con tanti personaggi che spesso l'assalto dei paparazzi in spiaggia mai l'hanno tanto gradito.

MISERIA E NOBILTA' 

Negli anni sessanta fu il re del Belgio Alberto II, sulla spiaggia vicino a Ronchi assieme a Paola Ruffo di Calabria, a scagliarsi contro il fotografo che, con guizzo astuto, era riuscito a immortalare il giovanissimo erede intento a giocare sulla battigia. Il blasonato regnante arrivò a gettare in mare il paparazzo con tanto di macchina fotografica, per poi riconciliare il tutto con un gesto più adatto al suo blasone: il re si scusò e consegnò al paparazzo la cifra utile a ricomprarsi l'attrezzatura e, si sussurra, che quest'ultimo con quei soldi riuscì a rifarsi l'arredo di casa.

Infinite le vicende che legano gli Agnelli a Forte dei Marmi e che si conclusero con un amaro addio dell'avvocato Gianni: nel 1969 (s)vendette Villa Costanza a Nino Perolo Maschietto per 200 milioni di lire, comprensiva della concessione balneare dello stabilimento privato della famiglia della Fiat, più il celebre sottopassaggio al mare.

Lapo Elkann

Proprio quella Versilia che l'imprenditore ha sempre amato, soggiornandoci con la fiamma del momento o concendendosi un giro sulla elegante Classe A a vela interamente in legno, era intrisa anche di dolorosi ricordi. E Villa Costanza, casa dell'infanzia, dove la mamma Virginia aveva amoreggiato a lungo con Curzio Malaparte, fu appunto una dimora da salutare per sempre. Una ferita ricucita in tempi recenti, grazie all'attaccamento che i rampolli Agnelli hanno dimostrato per la Versilia: con il presidente della Juventus Andrea Agnelli che nel 2017 ha voluto battezzare la propria figlia Livia Selin proprio nella romantica chiesetta all'aperto di Roma Imperiale. Meno istituzionale è stato il passaggio di Lapo Elkann che qualche anno fa si presentò in bermuda e piedi scalzi al Twiga di Marina di Pietrasanta per chiedere al bagnino di portarto in patino fino al tender ormeggiato al largo.

LA MALEDIZIONE DEL NABILA 

Forse della Versilia un ricordo tutto roseo non l'ha avuto neppure lo scrittore Thomas Mann che a Forte dei Marmi trascorse nei primi del Novecento una delle peggiori vacanze: prima fu invitato ad allontanarsi dall'hotel di lusso dove era alloggiato perché il figlio disturbava il riposo di una principessa per i persistenti colpi di tosse, poi si trovò a pagare anche un'ammenda di 50 lire perché la figlioletta ebbe l'ardire di togliersi il costume in spiaggia.

La sfortuna è stata invece il filo conduttore - vero o vociferato dai più superstiziosi - che ha accompagnato il mito del «Nabila», lo yacht da 75 metri varato nel 1980 dai cantieri di Viareggio su commessa di Adnan Khashoggi, miliardario saudita che allinizio degli anni Ottanta diventò l’uomo più ricco del mondo e che volle intitolare il gioiellino extralusso alla figlia.

Varo Nabila - Foto Umicini

Ma quella 'regina' del mare, che sollevò non poco le sorti della cantieristica viareggina rilanciandola a livello mondiale (all'interno nello yacht rubinetti d'oro e pure una sala operatoria), poi si trasformò in una sorta di boomerang della sventura. Dopo poco il cantiere fallì, lo yacht che fu l'alcova della love story con Lory Del Santo, anche a lei non portò buoni auspici: la showgirl perse il figlio caduto da un grattacielo. Il ricco Khashoggi, dopo mille traversie anche giudiziarie, si trovò nella necessità di svendere il Nabila (il cui comandante poi andò al timone del Moby Prince andato a fuoco a Livorno) nientemeno che a Donald Trump che lo ribattezzò Princess Trump in onore della moglie Ivana e lo ormeggiò - altro scherzo del destino - all’approdo sotto le torri Gemelle. 

IL BENSERVITO AL MAGNATE RUSSO 

Fu clamorosa, e ancora fa sorridere, la gaffe che nel 1993 vide protagonista Ruud Gullit in una panetteria di Forte dei Marmi. L'allora giocatore del Milan, nel momento di massima notorietà, arrivò in vacanza con la famiglia in Versilia, presentandosi nel negozio per comprare il pane. Ma al posto di un cordiale saluto a trentasei denti, la signora dietro il bancone gli rivolse un poco ortodosso “grazie non ci serve niente, esca dal negozio”, scambiandolo per un vu cumprà. Un equivoco che assunse i toni di un enorme atto di razzismo che fu malamente seguito da un tentativo di salvataggio in corner. La panettiera, illuminata da alcuni clienti sull'identità di quel turista, chiese pubblicamente di poterlo incontrare per scusarsi. Ma il risultato fu ancora più penoso perchè Gullit fece sapere alla stampa che “se le scuse erano motivate solo dal fatto che mi chiamo Gullit, allora la cosa mi fa arrabbiare ancora di più”.

Passano gli anni ma l'ospitalità ha zoppicato assai anche per un altro personaggio da copertina che dalla Versilia ha ricevuto solo un benservito. Nel 2008 il ricco magnate russo Roman Abramovich fu lasciato fuori da un ristorante sul lungomare di Forte dei Marmi. Quella prenotazione telefonica, così last minute, non fu assecondata dai titolari che ormai avevano il tutto esaurito.

Mario Cipollini

E per ripicca il tycoon si allontanò a bordo del suo yacht da 75 metri alla volta della Sardegna, coccolato dai 5 cuochi di bordo. Un episodio che finì su tutta la stampa internazionale e, si sussurra, con lo sgomento dei proprietari del locale (dove Abramovich era cliente abituale) che la rimediarono con un maxi mazzo di fiori.

Non c'è stato niente da fare invece per Mario Cipollini che nel maggio 2016 fu pizzicato a bucare il semaforo rosso in bici sul viale a Vittoria Apuana: il codice della strada non lasciò scampo all'ex campione di ciclismo che fu fermato dalla polizia municipale e costretto ad una multa di 165 euro per quell'esuberanza su due ruote.

VERSILIA TERRA DI ISPIRAZIONE

La Versilia è comunque stata fertile terra anche di ispirazione, non solo artistica (vedi i paesaggi del pittore Carlo Carrà) ma anche modaiola: è stata la stilista di Blumarine, Anna Molinari, a svelarlo quando nel 2011 fu incoronata cittadina onoraria di Forte dei Marmi. "Io e mio marito Giampaolo, allora giovanissimi, passeggiando lungo la spiaggia ci fermammo a osservare il mare e pensammo: perché non diamo vita a creazioni tutte nostre?”. E l'impronta tipica di tutte le collezioni è rimasta legata al motivo floreale, cioè alle rose del giardino della villa di Vittoria Apuana che papà Guido, il più importante imprenditore di Carpi, acquistò negli anni Sessanta.

Una Versilia che alla fine riconcilia e si fa amare comunque. Basti pensare alla cantante Mina, da sempre silenziosa presenza estiva che solo qualche ardito fotografo è riuscito a immortalare sotto la tenda. La 'tigre di Cremona’ che quando terminava i concerti alla Bussoladomani si concedeva sempre uno spaghettino aglio e olio e che poi ha scelto la via della privacy assoluta, alla riviera c'è rimasta sempre legata, eccome. Proprio all'ospedale Versilia a Lido di Camaiore è nata Alma Pani, figlia del primogenito di Massimiliano Pani.

di Francesca Navari

Love story che scottano sotto il sole cocente. In Versilia si sono consumati amori spesso contrastati o decisamente piccanti per il tempo. Sono le trame più maliziose che ieri come oggi hanno maggiormente incuriosito paparazzi e persone, riempito le riviste di gossip e ingrassato l'immagine godereccia di una spiaggia che attira anche morbosi scandali da copertina.

UN AMORE SCANDALOSO

Gino Paoli e Stefania Sandrelli, l'amore peccaminoso

Fece tanto sussurrare l'incontro, nel giorno del suo quindicesimo compleanno, il 5 giugno 1961, della giovanissima viareggina Stefania Sandrelli con il già affermato cantante Gino Paoli.

Quella sera lui si esibiva alla Bussola di Focette e lei, con quell'abitino a frange, lo conquistò in un attimo, nonostante i trent'anni di differenza. Erano i tempi in cui anche Mina si fece notare in Versilia a scorrazzare con l'attore playboy Corrado Pani, già sposato: tanto che poco dopo quella vacanza la Tigre di Cremona (che da Pani ebbe un figlio) fu addirittura processata per concubinaggio e bandita dalla Rai per un anno.

Fotografi impazziti anche quando fu avvistata Maria Beatrice di Savoia, detta Titti la peste, la ribelle della dinastia blasonata, con il fascinoso attore Maurizio Arena.

IL TENTATO STUPRO DI SANDRA MILO

Un amore violato quello che invece porta nel cuore ancora Sandra Milo, che solo in anni recenti ha raccontato la ferita più dolorosa, quella del tentato stupro.

    Una giovanissima Sandra Milo

Che passò attraverso quello sguardo truce del soldato americano che, quando aveva 13 anni, cercò di violentarla nella pineta di Ponente a Viareggio. Colei che poi è diventata la musa di Federico Fellini ha ricordato con lucidità quel giorno terribile. La guerra era finita da poco e la giovane Sandra Milo era in Versilia con la famiglia, sfollata dalla campagna pisana. Con un'amica andò a trovare un'altra ragazza ma poi si fece tardi e, per non far arrabbiare i genitori, passarono per la Pineta e incontrarono due soldati americani di colore. “Ci presero per le braccia ma io riuscii a svincolarmi - ha raccontato l'attrice - perdendo un braccialetto d'oro e scappando a casa. La mia amica rimase nelle loro grinfie e la sentii urlare. Da quel giorno non ha più voluto vedermi”.

LA PORNOSTAR CHE HA FATTO TREMARE LA VERSILIA 

E proprio da un gesto 'ardito' sulla spiaggia della Versilia è nata la carriera hot della pornostar fucecchiese Manuela Falorni, conosciuta come la Venere Bianca.

La Venere Bianca

E' lei a raccontare nell'autobiografia quando, da bambina, in un bagno a Lido di Camaiore si scostò il costume per mostrare le parti intime ad un coetaneo. Ne sarebbe però dovuto passare ancora molto di tempo per incoronarla come regina dell'hardcore, gettonatissima nei primi anni Novanta per le sue esibizioni su Rete Mia e il famoso Top Club, la grande associazione di scambisti molto in voga in quegli anni. La Venere Bianca (una delle poche pornostar italiane a partecipare al Festival Internazionale del Cinema Erotico di Barcellona) ha scelto di vivere a Viareggio, luogo in cui si sono dipanate anche le sue complesse vicende personali, a cominciare dal tormentato matrimonio con il pugile Nino La Rocca con cui ha intrapreso una lunga battaglia legale. Poi la svolta: la passione per il body building, il matrimonio con Franco Ciani, compositore ed ex marito di Anna Oxa, con cui alcuni anni fa ha rilevato un'edicola in centro città, vicino alla Torre Matilde.

Un vero 'scandalo al sole', senza coinvolgimenti di cuore ma solo per un topless davvero inatteso, è quello che nell'estate 2014 ha visto protagonista l'allora Ministro dell'Istruzione del Governo Renzi, Stefania Giannini, immortalata sul lettino di uno stabilimento balneare a seno nudo: uno scatto che ha fatto il giro di quotidiani, settimanali e web. La prima volta infatti, che un ministro si è presentato in spiaggia senza reggiseno nella storia della Repubblica Italiana. Roba da far accapponare la pelle al popolo dello Stivale.

RUBY ESCORT NEGLI HOTEL DEL FORTE

Sempre in tema di avventure politiche scollacciate, nel 2017 è arrivata a trascorrere le vacanze a Forte dei Marmi nientemeno che Karima El Mahroug, meglio conosciuta come Ruby Rubacuori, finita al centro delle vicende giudiziarie dei festini 'bunga bunga' che nel 2010 hanno trascinato in un tritacarne mediatico il Cavalier Silvio Berlusconi. La ventiquattrenne marocchina è stata paparazzata a Forte dei Marmi con un sexy bikini color oro e un fisico mozzafiato, in compagnia di un'amica e della figlioletta. Tra l’altro, durante le indagini sui presunti festini ad Arcore, una testimone dichiarò che Ruby, allora minorenne, avrebbe fatto marchette di lusso anche negli alberghi di Forte, elencando i nomi di tutti gli hotel che praticava come escort. E facendo allora tremare molte delle strutture stellate della costa passate al setaccio dagli uomini del commissariato di polizia.

Ormai - visti i tempi di emancipazione - non ha destato troppo stupore il bacio gay tra il noto stylist della tv, Giovanni Ciacci, e il compagno Damiano Allotta (tra l'altro ex dello stilista Stefano Gabbana), a bordo piscina. Un'effusione da rotocalco che lancia la Versilia ancora una volta come terra di costumi vacanzieri moderni e affatto bigotti. Eppure solo dieci anni fa un bagnino allontanò due uomini che si baciavano sulla spiaggia della Lecciona, tra Viareggio e Torre del Lago: una scelta che scatenò la bagarre politica (col sindaco che invocò le scuse del gestore della cooperativa, cui seguì l'allontanamento del bagnino), e risultò un boomerang per l’immagine dell’accoglienza ‘friendly’. Il clamore mediatico infiammò la comunità gay che promosse anche un maxi bacio omosex-lesbo collettivo.

Torna VinoVip. I protagonisti dell'enologia italiana si danno appuntamento in Versilia, alla seconda edizione di VinoVip al Forte, in programma domenica 25 e lunedì 26 giugno a Forte dei Marmi.

La biennale firmata dalla storica rivista Civiltà del bere porterà sul litorale toscano 50 aziende vitivinicole provenienti da tutta Italia coinvolte in talk show, degustazioni e due appuntamenti d’eccezione: il Grand Tasting con le più importanti realtà dell’enologia italiana e il Vermentino Show, un focus dedicato a questo vitigno che si sta facendo amare sempre di più da esperti e consumatori. È atteso come ogni anno un selezionato pubblico internazionale di professionisti e appassionati.

Un palcoscenico di prestigio, villa Bertelli al Forte

Palcoscenico di VinoVip al Forte sarà la storica Villa Bertelli, palazzo ottocentesco che accoglie ogni anno eventi artistici e culturali e che, con il suo ampio giardino esterno, sarà un elegante luogo d'incontro per l'enologia internazionale.

Diventato ormai un’occasione di networking di importanza fondamentale per i protagonisti del settore, il summit proporrà come da tradizione un’ampia riflessione sui temi di maggiore attualità. Il primo appuntamento è in programma per la domenica pomeriggio, con il talk show inaugurale (ad ingresso gratuito su prenotazione) che vedrà coinvolti imprenditori, operatori e stampa di settore.

"Quest'anno il grande argomento da discutere, con imprenditori e manager del vino, sarà il futuro delle Doc. Non una in particolare, ma l'intero sistema che sta affrontando stimoli decisivi, dall'introduzione delle varietà resistenti alla governance dei Consorzi, dall'allargamento dei territori alla proliferazione di "sottozone" che creano competizione all'interno di singole denominazioni", ha anticipato Alessandro Torcoli, direttore di Civiltà del bere.

Lunedì 26 giugno, in orario serale dalle 18.00 alle 22.00, si alzerà il sipario sul Grand Tasting di VinoVip al Forte. Un banco d’assaggio che vedrà riuniti i grandi nomi del vino italiano, dove le 50 aziende protagoniste porteranno in degustazione tre delle loro migliori referenze. L’ingresso alla degustazione sarà disponibile solo in prevendita.

Informazioni e prevendite disponibili dal 15 maggio su: www.vinovipalforte.it

Prenderà il via sabato 10 luglio la 42° edizione del Festival La Versiliana. Per la giornata inaugurale del festival più lungo dell'estate, la Fondazione Versiliana presieduta da Alfredo Benedetti ha messo a punto una ricca scaletta di eventi e personalità che interverranno per il taglio del nastro.

L'appuntamento è per le ore 18.00 sul palco del Caffè de La Versiliana quando in occasione del primo incontro interverranno ad inaugurare la lunga carrellata di incontri, spettacoli e attività del Festival il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani insieme al Sindaco di Pietrasanta Alberto Stefano Giovannetti, al Senatore Massimo Mallegni e al Presidente della Fondazione Versiliana Alfredo Benedetti.

Dagli Stati Uniti e più precisamente da Daytona Beach in Florida, giungerà anche una delegazione di rappresentanti della città, capitanata dal Sindaco Derrick Henry e composta dalla Rappresentante del Congresso Kathy Castor, dal Presidente della Bethune-Cookman University, Dr Hiram Powell e dal Presidente della Dr. Mary McLeod Bethune Statuary Fund, Nancy Lohman per assistere allo svelamento dell'opera di Nilda Comas autrice della scultura in bronzo “Dr. Mary McLeod Bethune”, dedicata educatrice e imprenditrice statunitense, leader per i Diritti Civili.

Dopo la permanenza alla Versiliana, l'opera di Nilda Comas raggiungerà infatti il Riverfront Park a Daytona Beach, di fronte alla Bethune Cookman University, l'università fondata dalla Dr. Mary McLeod Bethune.

Oltre alla scultura di Nilda Comas, saranno svelate anche le opere di Lorenzo Quinn autore delle sculture “Dono e “Gravità” e di Giuseppe Carta, autore dell’opera “Germinazione Fragola”.

Le opere dei tre grandi artisti saranno esposte per tutta la stagione nei giardini della Versiliana ed accoglieranno i visitatori in quel connubio di arte, cultura e natura che da sempre contraddistingue l'anima della Versiliana e del suo Festival.

Nel corso della giornata saranno inaugurate inoltre le mostre di Gioni David Parra “Le seduzioni timbriche della scultura” e la mostra fotografica “Immagini dall’altro mondo” di Piero Marsili Libelli, allestite entrambe nella Villa La Versiliana per tutta l'estate.

La giornata particolarmente articolata sarà moderata da David De Filippi, Claudio Sottili e Fabrizio Diolaiuti. L'ingresso è libero.

Sempre sabato 10 luglio alle 21.30 si inaugurerà anche la stagione teatrale del 42° Festival La Versiliana. Il grande teatro all'aperto immerso nella pineta cara a d'Annunzio ospiterà infatti il Gran Gala di Danza del Dap Festival ( Danza in Arte a Pietrasanta, diretto da Adria Ferrali):

L’ evento è la serata conclusiva della V edizione del DAP ed apre in contemporanea il sipario al Festival La Versiliana, con realtà d’ eccellenza della danza italiana contemporanea, fra cui MM Contemporary Dance Company di Michele Merola, Spellbound Contemporary Ballet di Mauro Astolfi e l’ Étoile della danza classica mondiale Maria Kochetkova. Lo spettacolo che racchiude coreografie originali e  opere d’ autore  è una prima nazionale. Ospiti  d’onore : Maria Kochetkova e Sebastian Kloborg.

Per lo spettacolo serale i biglietti sono disponibili su Ticketone e presso la biglietteria della Versiliana tel. 0584 265757.

 

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GIONI DAVID PARRA - Le Seduzioni Timbriche della Scultura

Inaugurazione sabato 10 luglio 2021
Villa La Versiliana, Marina di Pietrasanta (LU)
10.07.2021 – 29.08.202, Ingresso libero

Evento promosso da Comune di Pietrasanta – Fondazione  Versiliana
In collaborazione con la Galleria Armanda Gori Arte e Leonardo Marchi Art Advisor .
Catalogo: Gli Ori, Pistoia

Si inaugura sabato 10 luglio alle ore 18.30, la mostra dell’artista Gioni David Parra (Pisa, 1962). In occasione del 42° anno del Festival della Versiliana, il progetto realizzato dall’artista, con la curatela di Luciano Caprile, che firma il saggio che accompagna la mostra per Villa La Versiliana di Marina di Pietrasanta, che fu dimora di Gabriele d’Annunzio per i suoi soggiorni estivi, nella quale il festival ospita ogni anno mostre di grandi artisti contemporanei.

Realizzata in collaborazione con la galleria Armanda Gori Arte di Prato, il progetto della mostra è stato coordinato dal lavoro di Leonardo Marchi, Art Advisor e Consulente nel campo dell’arte contemporanea di Firenze ed il contributo di Daniele Crippa Presidente del MUPA – Centro internazionale di scultura all’aperto di Portofino. La mostra, con ingresso libero, proseguirà fino a domenica 29 agosto 2021.

Gioni David Parra, scultore che ha alle spalle un’ ampia e prestigiosa carriera internazionale, ma che affonda le sue radici in Toscana e più in particolare a Pietrasanta, sua dimora artistica, vuole consacrare questo legame con una mostra, in uno dei luoghi simbolo del territorio.

Le opere, tutte pensate site-specific per la mostra nella Villa della Versiliana, saranno allestite nei primi 2 piani, in un percorso museale che dialogherà con gli storici ambienti dell’edificio; grandi opere monumentali si alternano a piccoli dipinti ed installazioni, con particolare attenzione ai contrasti bianco e nero dei marmi installati sulle tele monocromatiche dipinte, con l’innesto della foglia d’oro, in un gioco di chiaroscuri che esaltano la ricerca della luce che l’artista porta avanti da anni, con le sue celebri “lame di luce” in marmo e non solo. Marmo e foglia d’oro sono le materie millenarie, nobili e intrise di classicità che Parra plasma con un approccio contemporaneo e rivoluzionario, ribaltando completamente la percezione di monumentalità della pietra, ricreando nuovi equilibri e orchestrando con sapiente abilità nuove armonie tra gli elementi.

Grande risalto anche ai nuovi lavori eseguiti direttamente su vari tessuti come jeans e damascati. Ad accogliere il visitatore, per introdurlo alla mostra, una scultura monumentale posta all’entrata del celebre parco della Versiliana, proprio di lato dall’ingresso della Villa.

La concettualità delle opere di Parra

(…) Il comportamento “concettuale” di Gioni David Parra si traduce in quella narrazione che fa lievitare il gesto fino a toccare l’inconscio di chi osserva. In che modo? Ponendo in delicata e magica sintonia la scultura con un essenziale approccio pittorico. Che siano il candido marmo michelangiolesco di Carrara o le lame di granito nero a fornire il pretesto creativo ( in ricercata liberazione aerea o da comporre su un pannello ), poco importa. Il colore fornisce un carattere agli immacolati incastri dello “statuario” e ad ogni altra combinazione come un’ombra o un respiro. Non era così che si comportavano i grandi scultori della classicità per donare un’anima alla bellezza? Parra risolve il problema non concedendosi alla facile estetica, al trionfo dell’apparenza ma affidando alla sintesi propositiva il lieve transito dell’intuizione. Così la sua ricerca profuma di assoluto, di felice sorpresa per chi contempla le sue opere. (…)

Luciano Caprile

 

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GIONI DAVID PARRA
Le Seduzioni Timbriche della Scultura
mostra a cura di Luciano Caprile

Inaugurazione sabato 10 luglio 2021
Villa La Versiliana
Marina di Pietrasanta (LU)

10.07.2021 – 29.08.2021

Ingresso libero

Aperta tutti i giorni ore 17.30-23.30

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IMMAGINI DALL’ALTRO MONDO.

FOTOGRAFIE DALLE CANTINE ROMANE

Villa La Versiliana, Marina di Pietrasanta, 10 luglio -30 agosto 2021

Inaugurazione sabato 10 luglio, ore 18.30

La mostra di PIERO MARSILI LIBELLI, che si apre alla Versiliana il 10 luglio offre un inedito spaccato del teatro delle Cantine Romane, tra gli anni 1970 e gli 1980, con gli occhi e gli straordinari scatti fotografici di uno straordinario reporter, che in quegli anni lavorava per l’Espresso.

Si tratta di un viaggio inedito che più che nei teatri cerca nella vita di personaggi, che si chiamano Carmelo Bene, Roberto Benigni, Manuela Kustermann, Leo De Berardinis, Perla Peragallo, Carlo Monni, Donato Sannini, Victor Cavallo e anche Achille Bonito Oliva, Franco Quadri, Nico Garrone, Franco Cordelli.

Ne nasce un eccezionale documento che ci permette di parlare ancora di un momento essenziale della ricerca teatrale italiana e soprattutto romana, collegandosi anche con la nascita del Teatro Sperimentale degli Indipendenti, che Anton Giulio Bragaglia fondò nel 1922, esattamente cento anni fa, in via degli Avignonesi a Roma.

Si trattava - anche in quel caso - di una buia cantina dov’erano state le Terme di Settimio Severo. Quel luogo rimase aperto almeno fino al 1936, alternando serate con testi provenienti da tutto il migliore teatro di ricerca internazionale, a pantomime, spettacoli di danza e altri eventi più vicini al tabarin.

Naturalmente Il fascismo non tollerava  un luogo così fuori dalle righe, e d’altra parte non era facile zittire Bragaglia, che aveva la critica dalla sua parte. Ecco allora l’offerta di un teatro nuovo, il Teatro delle Arti, poco distante dal primo, dove Bragaglia cominciò ad operare nel 1937.

Quello che qui bisogna almeno ricordare è che il Caligola, con Carmelo Bene e Antonio Salines, considerato l’atto di inizio della neo avanguardia teatrale, debuttò proprio al Teatro delle Arti, nel 1959, presente  - tra gli altri – proprio Bragaglia, che ebbe parole di elogio per lo spettacolo e i suoi attori.

Vorremmo insomma riformare questo cerchio, riaprirlo, tentando di parlarne a grandi linee, formando un gruppo di ricerca che possa studiarne i rapporti e gli sviluppi, giacché – lo sappiamo – le cosiddette “cantine romane” di lì a poco, avrebbero ospitato spettacoli straordinari, con varie fasi successive. Appena fino a ieri o, forse – e anche questo ci sarà da chiarire –, fino ad oggi.

Alla mostra sarà dedicata una serata - il giorno 6 agosto 2021 - al Caffè Letterario della Versiliana, introdotta dal giornalista David De Filippi, con la partecipazione di Ulisse Benedetti, Bruno Mazzali, Valentino Orfeo, Mauro Barabani, Maria Bosio, Paolo de Manincor, Andrea Mancini (curatore della mostra), Piero Marsili Libelli (autore).

Una regina della televisione per il quarto appuntamento di Parliamone in villa 2021 a Villa Bertelli. Alla rassegna di talkshow, sabato 29 maggio alle ore 18.00 nel Giardino dei lecci, arriva Paola Ferrari, volto notissimo per gli appassionati di sport e in particolare di calcio.

Paola Ferrari è stata la prima donna a parlare di calcio con competenza e brillantezza nei programmi della Rai. Ha al suo attivo le conduzioni della Domenica Sportiva, Dribbling e Novantesimo minuto ed è il volto della Rai per la Nazionale azzurra di calcio. Nell’ultima stagione televisiva ha condotto Novantesimo Minuto insieme ad Enrico Varriale e ora si accinge a seguire l’avventura dell’Italia nei Campionati europei di calcio, che si apriranno il prossimo 11 giugno a Roma.

Con le domande del giornalista de La Nazione Enrico Salvadori, che conduce gli appuntamenti nel salotto di Villa Bertelli, si parlerà dell’attualità calcistica, ma sarà anche un’occasione per conoscere la carriera di Paola, che è stato il primo volto femminile del calcio e anche la prima donna a condurre Dribbling nell’edizione 2003-2004. Agli inizi degli anni Novanta è riuscita a trovare spazi in un mondo prettamente maschile, grazie a una grande professionalità, che l’ha portata anche ad ottenere importanti successi professionali al di fuori dello sport, visto che è stata conduttrice del Tg2 e di programmi come Tg2 Costume e società.

Per Paola Ferrari si tratterà di un ritorno al passato molto piacevole, dato che fin da piccola è venuta in vacanza in  Versilia, da Viareggio fino a Forte dei Marmi e al nostro territorio la legano tantissimi ricordi. In caso di cattivo tempo, come è accaduto per altri appuntamenti, il talkshow si terrà nel Giardino d’inverno, sempre nel pieno rispetto delle norme anti Covid. L’ingresso è aperto a tutti previa però prenotazione allo 0584 – 78.72.51. Radio Bruno Toscana è radio partner di “Parliamone in villa” a Villa Bertelli. Vannucci Piante di Pistoia ha curato gli allestimenti del Giardino dei lecci.

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