Reali, vip e imprenditori, mezzo secolo di gaffes sotto l'ombrellone

di Francesca Navari

Terra di fasti, gloriosi soggiorni ma anche di aneddoti spesso sottaciuti, per non dire di gaffes clamorose. La Versilia ha tanto da raccontare e non solo per quei riflettori che da sempre l'hanno resa luogo dove si sono consumati amori, spaccati di mondanità e in cui hanno soggiornato personaggi che hanno segnato la storia di tutta l'Italia. Ma c'è dell'altro. A volte più intrigante, rivelatore del vero volto e delle più ruvide consuetudini, o di dolori malcelati di volti da copertina o, addirittura, di stuzzicanti 'si dice'. Perchè in Versilia è successo di tutto di più. Con tanti personaggi che spesso l'assalto dei paparazzi in spiaggia mai l'hanno tanto gradito.

MISERIA E NOBILTA' 

Negli anni sessanta fu il re del Belgio Alberto II, sulla spiaggia vicino a Ronchi assieme a Paola Ruffo di Calabria, a scagliarsi contro il fotografo che, con guizzo astuto, era riuscito a immortalare il giovanissimo erede intento a giocare sulla battigia. Il blasonato regnante arrivò a gettare in mare il paparazzo con tanto di macchina fotografica, per poi riconciliare il tutto con un gesto più adatto al suo blasone: il re si scusò e consegnò al paparazzo la cifra utile a ricomprarsi l'attrezzatura e, si sussurra, che quest'ultimo con quei soldi riuscì a rifarsi l'arredo di casa.

Infinite le vicende che legano gli Agnelli a Forte dei Marmi e che si conclusero con un amaro addio dell'avvocato Gianni: nel 1969 (s)vendette Villa Costanza a Nino Perolo Maschietto per 200 milioni di lire, comprensiva della concessione balneare dello stabilimento privato della famiglia della Fiat, più il celebre sottopassaggio al mare.

Lapo Elkann

Proprio quella Versilia che l'imprenditore ha sempre amato, soggiornandoci con la fiamma del momento o concendendosi un giro sulla elegante Classe A a vela interamente in legno, era intrisa anche di dolorosi ricordi. E Villa Costanza, casa dell'infanzia, dove la mamma Virginia aveva amoreggiato a lungo con Curzio Malaparte, fu appunto una dimora da salutare per sempre. Una ferita ricucita in tempi recenti, grazie all'attaccamento che i rampolli Agnelli hanno dimostrato per la Versilia: con il presidente della Juventus Andrea Agnelli che nel 2017 ha voluto battezzare la propria figlia Livia Selin proprio nella romantica chiesetta all'aperto di Roma Imperiale. Meno istituzionale è stato il passaggio di Lapo Elkann che qualche anno fa si presentò in bermuda e piedi scalzi al Twiga di Marina di Pietrasanta per chiedere al bagnino di portarto in patino fino al tender ormeggiato al largo.

LA MALEDIZIONE DEL NABILA 

Forse della Versilia un ricordo tutto roseo non l'ha avuto neppure lo scrittore Thomas Mann che a Forte dei Marmi trascorse nei primi del Novecento una delle peggiori vacanze: prima fu invitato ad allontanarsi dall'hotel di lusso dove era alloggiato perché il figlio disturbava il riposo di una principessa per i persistenti colpi di tosse, poi si trovò a pagare anche un'ammenda di 50 lire perché la figlioletta ebbe l'ardire di togliersi il costume in spiaggia.

La sfortuna è stata invece il filo conduttore - vero o vociferato dai più superstiziosi - che ha accompagnato il mito del «Nabila», lo yacht da 75 metri varato nel 1980 dai cantieri di Viareggio su commessa di Adnan Khashoggi, miliardario saudita che allinizio degli anni Ottanta diventò l’uomo più ricco del mondo e che volle intitolare il gioiellino extralusso alla figlia.

Varo Nabila - Foto Umicini

Ma quella 'regina' del mare, che sollevò non poco le sorti della cantieristica viareggina rilanciandola a livello mondiale (all'interno nello yacht rubinetti d'oro e pure una sala operatoria), poi si trasformò in una sorta di boomerang della sventura. Dopo poco il cantiere fallì, lo yacht che fu l'alcova della love story con Lory Del Santo, anche a lei non portò buoni auspici: la showgirl perse il figlio caduto da un grattacielo. Il ricco Khashoggi, dopo mille traversie anche giudiziarie, si trovò nella necessità di svendere il Nabila (il cui comandante poi andò al timone del Moby Prince andato a fuoco a Livorno) nientemeno che a Donald Trump che lo ribattezzò Princess Trump in onore della moglie Ivana e lo ormeggiò - altro scherzo del destino - all’approdo sotto le torri Gemelle. 

IL BENSERVITO AL MAGNATE RUSSO 

Fu clamorosa, e ancora fa sorridere, la gaffe che nel 1993 vide protagonista Ruud Gullit in una panetteria di Forte dei Marmi. L'allora giocatore del Milan, nel momento di massima notorietà, arrivò in vacanza con la famiglia in Versilia, presentandosi nel negozio per comprare il pane. Ma al posto di un cordiale saluto a trentasei denti, la signora dietro il bancone gli rivolse un poco ortodosso “grazie non ci serve niente, esca dal negozio”, scambiandolo per un vu cumprà. Un equivoco che assunse i toni di un enorme atto di razzismo che fu malamente seguito da un tentativo di salvataggio in corner. La panettiera, illuminata da alcuni clienti sull'identità di quel turista, chiese pubblicamente di poterlo incontrare per scusarsi. Ma il risultato fu ancora più penoso perchè Gullit fece sapere alla stampa che “se le scuse erano motivate solo dal fatto che mi chiamo Gullit, allora la cosa mi fa arrabbiare ancora di più”.

Passano gli anni ma l'ospitalità ha zoppicato assai anche per un altro personaggio da copertina che dalla Versilia ha ricevuto solo un benservito. Nel 2008 il ricco magnate russo Roman Abramovich fu lasciato fuori da un ristorante sul lungomare di Forte dei Marmi. Quella prenotazione telefonica, così last minute, non fu assecondata dai titolari che ormai avevano il tutto esaurito.

Mario Cipollini

E per ripicca il tycoon si allontanò a bordo del suo yacht da 75 metri alla volta della Sardegna, coccolato dai 5 cuochi di bordo. Un episodio che finì su tutta la stampa internazionale e, si sussurra, con lo sgomento dei proprietari del locale (dove Abramovich era cliente abituale) che la rimediarono con un maxi mazzo di fiori.

Non c'è stato niente da fare invece per Mario Cipollini che nel maggio 2016 fu pizzicato a bucare il semaforo rosso in bici sul viale a Vittoria Apuana: il codice della strada non lasciò scampo all'ex campione di ciclismo che fu fermato dalla polizia municipale e costretto ad una multa di 165 euro per quell'esuberanza su due ruote.

VERSILIA TERRA DI ISPIRAZIONE

La Versilia è comunque stata fertile terra anche di ispirazione, non solo artistica (vedi i paesaggi del pittore Carlo Carrà) ma anche modaiola: è stata la stilista di Blumarine, Anna Molinari, a svelarlo quando nel 2011 fu incoronata cittadina onoraria di Forte dei Marmi. "Io e mio marito Giampaolo, allora giovanissimi, passeggiando lungo la spiaggia ci fermammo a osservare il mare e pensammo: perché non diamo vita a creazioni tutte nostre?”. E l'impronta tipica di tutte le collezioni è rimasta legata al motivo floreale, cioè alle rose del giardino della villa di Vittoria Apuana che papà Guido, il più importante imprenditore di Carpi, acquistò negli anni Sessanta.

Una Versilia che alla fine riconcilia e si fa amare comunque. Basti pensare alla cantante Mina, da sempre silenziosa presenza estiva che solo qualche ardito fotografo è riuscito a immortalare sotto la tenda. La 'tigre di Cremona’ che quando terminava i concerti alla Bussoladomani si concedeva sempre uno spaghettino aglio e olio e che poi ha scelto la via della privacy assoluta, alla riviera c'è rimasta sempre legata, eccome. Proprio all'ospedale Versilia a Lido di Camaiore è nata Alma Pani, figlia del primogenito di Massimiliano Pani.

di Francesca Navari

Terra di fasti, gloriosi soggiorni ma anche di aneddoti spesso sottaciuti, per non dire di gaffe clamorose. La Versilia ha tanto da raccontare e non solo per quei riflettori che da sempre l'hanno resa luogo dove si sono consumati amori, spaccati di mondanità e dove hanno soggiornato personaggi che hanno segnato la storia di tutta l'Italia. Ma c'è dell'altro. A volte più intrigante, rivelatore del vero volto e delle più ruvide consuetudini, o di dolori malcelati di volti da copertina o, addirittura, di stuzzicanti 'si dice'. Perchè in Versilia è successo di tutto di più. Con tanti personaggi che spesso l'assalto dei paparazzi in spiaggia mai l'hanno tanto gradito.

MISERIA E NOBILTA' 

Negli anni sessanta fu il re del Belgio Alberto II, sulla spiaggia vicino a Ronchi assieme a Paola Ruffo di Calabria, a scagliarsi contro il fotografo che, con guizzo astuto, era riuscito a immortalare il giovanissimo erede intento a giocare sulla battigia. Il blasonato regnante arrivò a gettare in mare il paparazzo con tanto di macchina fotografica, per poi riconciliare il tutto con un gesto più adatto al suo blasone: il re si scusò e consegnò al paparazzo la cifra utile a ricomprarsi l'attrezzatura e, si sussurra, che quest'ultimo con quei soldi riuscì a rifarsi l'arredo di casa. Infinite le vicende che legano gli Agnelli a Forte dei Marmi e che si conclusero con un amaro addio dell'avvocato Gianni: nel 1969 (s)vendette Villa Costanza a Nino Perolo Maschietto per 200 milioni di lire, comprensiva della concessione balneare dello stabilimento privato della famiglia della Fiat, più il celebre sottopassaggio al mare.

Lapo Elkann

Proprio quella Versilia che l'imprenditore ha sempre amato, soggiornandoci con la fiamma del momento o concendendosi un giro sulla elegante Classe A a vela interamente in legno, era intrisa anche di dolorosi ricordi. E Villa Costanza, casa dell'infanzia, era dove la mamma Virginia aveva amoreggiato a lungo con Curzio Malaparte, fu appunto una dimora da salutare per sempre. Una ferita ricucita in tempi recenti, grazie all'attaccamento che i rampolli Agnelli hanno dimostrato per la Versilia: con il presidente della Juventus, Andrea Agnelli che nel 2017 ha voluto battezzare la propria figlia Livia Selin proprio nella romantica chiesetta all'aperto di Roma Imperiale. Meno istituzionale è stato il passaggio di Lapo Elkann che qualche anno fa si presentò in bermuda e piedi scalzi al Twiga di Marina di Pietrasanta per chiedere al bagnino di portarto in patino fino al tender ormeggiato al largo.

LA MALEDIZIONE DEL NABILA 

Forse della Versilia un ricordo tutto roseo non l'ha avuto neppure lo scrittore Thomas Mann che a Forte dei Marmi trascorse nei primi del Novecento una delle peggiori vacanze: prima fu invitato ad allontanarsi dall'hotel di lusso dove era alloggiato perché il figlio disturbava il riposo di una principessa per i persistenti colpi di tosse, poi si trovò a pagare anche un'ammenda di 50 lire perché la figlioletta ebbe l'ardire di togliersi il costume in spiaggia.

La sfortuna è stata invece il filo conduttore - vero o vociferato dai più superstiziosi - che ha accompagnato il mito del «Nabila», lo yacht da 75 metri varato nel 1980 dai cantieri di Viareggio su commessa di Adnan Khashoggi, miliardario saudita che allinizio degli anni Ottanta diventò l’uomo più ricco del mondo e che volle intitolare il gioiellino extralusso alla figlia.

Varo Nabila - Foto Umicini

Ma quella 'regina' del mare, che sollevò non poco le sorti della cantieristica viareggina rilanciandola a livello mondiale (all'interno nello yacht rubinetti d'oro e pure una sala operatoria), poi si trasformò in una sorta di boomerang della sventura. Dopo poco il cantiere fallì, lo yacht che fu l'alcova della love story con Lory Del Santo, anche a lei non portò buoni auspici: la showgirl perse il figlio caduto da un grattacielo. Il ricco Khashoggi, dopo mille traversie anche giudiziarie, si trovò nella necessità di svendere il Nabila (il cui comandante poi andò al timone del Moby Prince andato a fuoco a Livorno) nientemeno che a Donald Trump che lo ribattezzò Princess Trump in onore della moglie Ivana e lo ormeggiò - altro scherzo del destino - all’approdo sotto le torri Gemelle. Ma la storia non finisce qui: anche Trump dovette fare i conti con un fallimento milionario. Oggi il nuovo armatore del «Nabila», ribattezzato 'Kingdom5KR' è il principe Al Whaled, nei primi posti nella classifica degli uomini più ricchi del mondo, socio in affari di Silvio Berlusconi e Rupert Murdoch.

IL BENSERVITO AL MAGNATE RUSSO 

Fu clamorosa, e ancora fa sorridere, la gaffe che nel 1993 vide protagonista Ruud Gullit in una panetteria di Forte dei Marmi. L'allora giocatore del Milan, nel momento di massima notorietà, arrivò in vacanza con la famiglia in Versilia, presentandosi nel negozio per comprare il pane. Ma al posto di un cordiale saluto a trentasei denti, la signora dietro il bancone gli rivolse un poco ortodosso “grazie non ci serve niente, esca dal negozio”, scambiandolo per un vu cumprà. Un equivoco che assunse i toni di un enorme atto di razzismo che fu malamente seguito da un tentativo di salvataggio in corner. La panettiera, illuminata da alcuni clienti sull'identità di quel turista, chiese pubblicamente di poterlo incontrare per scusarsi. Ma il risultato fu ancora più penoso perchè Gullit fece sapere alla stampa che “se le scuse erano motivate solo dal fatto che mi chiamo Gullit, allora la cosa mi fa arrabbiare ancora di più”.

Passano gli anni ma l'ospitalità ha zoppicato assai anche per un altro personaggio da copertina che dalla Versilia ha ricevuto solo un benservito. Nel 2008 il ricco magnate russo Roman Abramovich, patron del Chelsea, fu lasciato fuori da un ristorante sul lungomare di Forte dei Marmi. Quella prenotazione telefonica, così last minute, non fu assecondata dai titolari che ormai avevano il tutto esaurito.

Mario Cipollini

E per ripicca il tycoon si allontanò a bordo del suo yacht da 75 metri alla volta della Sardegna, coccolato dai 5 cuochi di bordo. Un episodio che finì su tutta la stampa internazionale e, si sussurra, con lo sgomento dei proprietari del locale (dove Abramovich era cliente abituale) che la rimediarono con un maxi mazzo di fiori.

Non c'è stato niente da fare invece per Mario Cipollini che nel maggio 2016 fu pizzicato a bucare il semaforo rosso in bici sul viale a Vittoria Apuana: il codice della strada non lasciò scampo all'ex campione di ciclismo che fu fermato dalla polizia municipale e costretto ad una multa di 165 euro per quell'esuberanza su due ruote.

VERSILIA TERRA DI ISPIRAZIONE

La Versilia è comunque stata fertile terra anche di ispirazione, non solo artistica (vedi i paesaggi del pittore Carlo Carrà) ma anche modaiola: è stata la stilista di Blumarine, Anna Molinari, a svelarlo quando nel 2011 fu incoronata cittadina onoraria di Forte dei Marmi. "Io e mio marito Giampaolo, allora giovanissimi, passeggiando lungo la spiaggia ci fermammo a osservare il mare e pensammo: perché non diamo vita a creazioni tutte nostre?”. E l'impronta tipica di tutte le collezioni è rimasta legata al motivo floreale, cioè alle rose del giardino della villa di Vittoria Apuana che papà Guido, il più importante imprenditore di Carpi, acquistò negli anni Sessanta.

Una Versilia che alla fine riconcilia e si fa amare comunque. Basti pensare alla cantante Mina, da sempre silenziosa presenza estiva che solo qualche ardito fotografo è riuscito a immortalare sotto la tenda. La 'tigre di Cremona’ che quando terminava i concerti alla Bussoladomani si concedeva sempre uno spaghettino aglio e olio e che poi ha scelto la via della privacy assoluta, alla riviera c'è rimasta sempre legata, eccome. Nel maggio scorso infatti proprio all'ospedale Versilia a Lido di Camaiore è nata Alma Pani, figlia del primogenito di Massimiliano Pani.

The Versilia Lifestyle è una testata giornalistica iscritta al Tribunale di Lucca n. 3 2018
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