Al via la nuova stagione di eventi al MuSA di Pietrasanta

Riparte la stagione degli eventi al MuSA di Pietrasanta con un ricco programma di incontri articolati in quattro filoni tematici: #marmo&dintorni, #esperiment@le.2024, #nonsolomarmo e #leconferenze.

Il cartellone è stato presentato in conferenza stampa da Marco Magnani, presidente del CdA di Lucca In-tec, Cristina Martelli, Segretario generale della Camera di commercio della Toscana Nord-Ovest e Alberto Stefano Giovannetti, sindaco del Comune di Pietrasanta.

Laboratori, dibattiti e visite guidate

Ogni prima domenica del mese sono previsti laboratori per le famiglie; il secondo sabato visite guidate tematiche ed esperienziali alla città di Pietrasanta e al MuSA; il terzo venerdì non mancheranno i dibattiti sulla cultura e l’arte digitale.

Mi piacerebbe che il Musa diventasse un museo da abitare, un luogo di arti e di aggregazione, in costante dialogo con la città. – ha spiegato Marco Magnani, presidente del CdA di Lucca In-tec - Sono certo che la rinnovata sinergia con il Comune di Pietrasanta ci permetterà di consolidare ulteriormente la vocazione di hub della cultura creativa al fine di proporre eventi, spettacoli e momenti di confronto che siano complementari a quelli che già la città offre.

Il MuSA mette a disposizione una struttura polifunzionale ampia, con una tecnologia audiovisiva sofisticata, adatta a rappresentazioni immersive di alta qualità e, mi permetto di dire, unica sul territorio”.

"Un contributo di qualità - ha dichiarato Alberto Stefano Giovannetti, sindaco e assessore a cultura e turismo di Pietrasanta - che 'parla' con Pietrasanta e di Pietrasanta sia alle famiglie, uno dei nostri target di riferimento sugli eventi, sia agli addetti ai lavori del settore arte e cultura, professionalità essenziali per l’economia cittadina.

Tante occasioni che andranno ad accrescere il valore del nostro già ricco palinsesto di manifestazioni e rafforzare il nostro motto, #Pietrasanta365, con cui vogliamo offrire sempre qualcosa da fare ai nostri ospiti e concittadini".

E la domenica l'iniziativa Famiglie al MuSA

Gli appuntamenti della domenica fanno parte dell’iniziativa “Famiglie al MuSA” che, realizzata in collaborazione con la cooperativa Itinera, ha l’obiettivo di promuovere l’educazione culturale e l’interesse per le arti attraverso attività didattiche rivolte ai bambini.

Il format prevede ogni volta un ospite diverso ed è diviso in due momenti: nel primo l’ospite si presenta raccontando la sua storia e il suo modo di fare arte, nel secondo i bambini partecipano ad un laboratorio con l’artista mentre i genitori assistono ad un documentario della collezione permanente del MuSA.

Le visite guidate tematiche previste il secondo sabato del mese hanno invece l’obiettivo di far dialogare il MuSA con il territorio circostante.

Le visite si svolgeranno nel centro di Pietrasanta e avranno ogni volta un tema diverso (marmo, bronzo, arte contemporanea).

Si concluderanno al MuSA con la visione di uno specifico documentario in multiproiezione che racconterà attraverso immagini suggestive ed emozionali il tema della giornata. Visite realizzate in collaborazione con la cooperativa Itinera.

Al MuSA si parla di cultura digitale

Gli incontri in calendario il terzo venerdì del mese sono invece dibattiti intorno alle varie applicazioni della cultura digitale: eco-sostenibilità tecnologiche, NFT, cryptovalute, gaming.

Questi incontri assumeranno le caratteristiche di un format con uno/due presentatori ed interviste agli ospiti, per fare un talk quanto più animato possibile. Iniziativa realizzata in collaborazione con Virtualis Srl.

Ai dibattiti si alterneranno le conferenze dedicate all’arte moderna e contemporanea, il format già consolidato al MuSA di Pietrasanta.

Quest’anno saranno affrontate tre tematiche, ciascuna con un focus su diverse espressioni dell’arte. Gli esperti di settore che saranno ospiti del MuSA approfondiranno così le modalità di fruizione dell’arte digitale, l’illustrazione come mezzo di comunicazione e il dialogo tra il corpo umano e le nuove tecnologie nelle arti performative e negli spettacoli dal vivo.

Accanto a questi eventi prosegue l’iniziativa “Open MuSA”, grazie alla quale sarà possibile conoscere la collezione permanente, composta da documentari in multi-proiezione che raccontano in modo emozionale e immersivo la storia delle tradizioni artigiane del territorio, delle arti e dei mestieri che ne modellano il volto. Open MuSA si terrà nei mesi di maggio, giugno e settembre, tutte le mattine.

A settembre, tornerà al MuSA il Festival “Over The Real - Festival Internazionale di Video e Multimedia Art” che, alla sua IX edizione, presenterà una serie di eventi dedicati alla videoarte, complementari a quelli realizzati in parallelo a Lucca nella stessa settimana, che al MuSA trovano la loro collocazione ideale.

Estate a tutto gas con la realtà virtuale

In cantiere un grande evento per i mesi di luglio e agosto quando il MuSA e Pietrasanta ospiteranno un’esperienza affascinante e immersiva costruita attorno alla realtà virtuale, i cui dettagli saranno presto svelati, ma ciò che è sicuro è che vi sarà un grande coinvolgimento di pubblico.

Lo spazio multimediale del MuSA dedica la sua programmazione alla promozione della cultura e all’approfondimento di tematiche attuali legate alle imprese culturali e creative.

Quest’anno lo fa proponendo incontri mensili che si ripeteranno in maniera ricorrente e facile da ricordare oltre a eventi singolari di grande rilievo tra cui quello del 9 maggio quando, in occasione della Festa dell’Europa, sarà dedicato un approfondimento, sotto forma di dibattito, riguardo il primo Regolamento europeo sull’Intelligenza Artificiale.

Il programma è stato realizzato dalla Camera di commercio della Toscana Nord-Ovest con il supporto organizzativo di Lucca In-tec e il contributo della Fondazione Cassa di risparmio di Lucca

Per info sul calendario e per iscrizioniwww.musapietrasanta.it

A Pietrasanta, città natale di Giosuè Carducci, la prima cassetta postale poetica. La poesia è pronta a contaminare tutta la Versilia con l’iniziativa di GoVersilia, realizzata in collaborazione con il Comune di Pietrasanta, per promuovere la scrittura come momento di approfondimento spirituale e promozione del territorio. La cassetta postale è stata installata sulla terrazza panoramica del Belvedere, a fianco della panchina gigante, luogo di ispirazione per antonomasia con vista su tutta la costa. w

L’iniziativa fa parte del più ampio progetto del concorso fotografico e letterario “Per mare per terram”, il Concorso rivolto a tutti coloro che amano la terra in cui vivono durante l’inverno. Tutti, ma proprio tutti, dopo una bella passeggiata, potranno imbucare la propria poesia nella cassetta poetica. La poesia sarà poi “spedita-pubblicata” sul gruppo GoVersilia. “La collaborazione con il gruppo GoVersilia, impegnato insieme a noi nella promozione del territorio con i numerosi contest social per promuovere il territorio, prosegue con questa bella iniziativa che parte dalla nostra città per toccare tutta la Versilia. – commenta il sindaco, Alberto Stefano Giovannetti – La cassetta postale sarà motivo di pellegrinaggio poetico sul nostro Belvedere”.

Alla domanda perché proprio Pietrasanta, è il Presidente di Goversilia Katia Corfini, ideatrice del progetto, a rispondere: “perché Pietrasanta è l’anima artistica della Versilia. E' una città dove si respira arte e cultura un po’ ovunque, anche se nulla manca agli altri comuni della Versilia. Posizioneremo una Cassetta poetica in ogni comune della Versilia”. L’idea di una Cassetta postale “poetica” nasce dall’abitudine di molti che non usano social di scrivere i loro pensieri su carta. “La poesia poi ne guadagna in romanticismo. – spiega ancora Corfini - Cosa che ci è stata fatta notare anche da persone molto giovani. Abbiamo scoperto infatti che scrivere d’amore su carta: che sia per la persona amata o la terra in cui affondano le nostre radici, assume una connotazione romantica d’altri tempi. Forse perché le cose importanti nella vita di un essere umano sono sempre le stesse. Questa volta abbiamo deciso di parlare dell’amore per la propria terra e di poterlo scrivere su un foglio di carta, così come lo hanno fatto, anche i grandi poeti del passato”.

Al termine del concorso tra le poesie selezionate alcune verranno premiate ed interpretate da attori teatrali. Inoltre le stesse verranno pubblicate nei social sul gruppo di GoVersilia, dove é presente il regolamento e le modalità di partecipazione. Infine un ringraziamento speciale ad Adamo Pierotti, l’artigiano che ha realizzato la cassetta postale: “il suo tocco artistico ha reso una semplice cassetta postale una piccola opera d’arte”.

Per lui si tratta di un ritorno a casa e quella in programma sabato prossimo 5 giugno alle ore 18 nel Giardino dei lecci di villa Bertelli a Forte dei Marmi nell’ambito della rassegna Parliamone in Villa è la prima presentazione ufficiale del suo nuovo libro Il calamaro gigante, edito da Feltrinelli e uscito da pochissimi giorni. Fabio Genovesi mette ancora il mare al centro del suo ultimo lavoro letterario. Del mare non sappiamo nulla, però ci illudiamo del contrario: passiamo una giornata in spiaggia e pensiamo di guardare il mare, invece vediamo solo la sua buccia, la sua pelle salata e luccicante.

Forse perché appena sotto c’è una vita così diversa e strabiliante da sembrarci impossibile.

Fabio impara tutto questo da bambino, quando a scuola deve disegnare il suo animale preferito, ma si prende addosso le risate della classe intera, perché tra tanti animali belli al mondo lui sceglie il calamaro gigante, “che non esiste”. Invece il calamaro gigante esiste eccome, seppure troppo grande e strano e vive nelle profondità di quel mare per il quale l’uomo moderno accetta, con allarmante disinvoltura, isole di plastica grandi come interi Stati.  Genovesi racconta la storia del calamaro, che intreccia abilmente ad altre storie. Le storie sono tutto – dice l’autore- sono quello che ci ha messi al mondo e dà un senso al nostro viaggio. E allora partiamo, per questa magnifica traversata alla deriva, per terra e soprattutto per mare, inseguendo i sogni, le passioni, l’impossibile. Insieme a coloro che al richiamo del calamaro gigante e della meraviglia hanno sempre risposto, contro tutto e tutti: pescatori delle Antille e preti dell’Emilia Romagna, esploratrici inglesi e spazzini di Pontedera, nonne che a cena parlano col marito morto, ragazze che per non calpestare le formiche smettono di camminare, bambini che si calano in un buco dove un tesoro li aspetta da quindicimila anni.

Avventure minime e clamorose, quotidiane e uniche: insieme formano un mare luccicante che – come il mare vero – è grande e pieno di prodigi. Quanta incredibile, assurda meraviglia esiste là sott’acqua, ma anche sopra, e tutto intorno. Saperlo ci spaventa e ci spaesa, ma dovremmo essere felici: una parte di quella meraviglia smisurata siamo noi, che se vogliamo sopravvivere, dobbiamo imparare il rispetto verso tutto quello che ci circonda e nel quale siamo immersi. Il libro fa sorridere, per la consueta ironia dell’autore, ma anche riflettere e tanto, su quello che possiamo ancora fare per questo nostro meraviglioso mondo.

L’appuntamento di sabato pomeriggio con Fabio Genovesi è il quinto in cartellone per la rassegna di talk show “Parliamone in villa 2021” con la conduzione del giornalista Enrico Salvadori. Arriva dopo il successo del tributo a Mia Martini andato in scena di fronte a una platea numerosa ma distanziata, secondo il pieno rispetto delle norme anti Covid. Sarà così anche sabato. L’incontro è a ingresso libero ma con prenotazione allo 0584 – 78-72.51.

Radio Bruno Toscana radio partner della manifestazione. Il Giardino dei lecci è stato allestito grazie a Vannucci Piante di Pistoia.

“Una giornata nazionale dello spettacolo, del cinema e del teatro, quando tutto questo sarà finito. Una giornata di festa e rinascita per riaccendere i riflettori su platee, palcoscenici e schermi”: è il sogno che il sindaco di Pietrasanta, Alberto Stefano Giovannetti, ha ufficializzato il giorno dell’inaugurazione del maxi intervento di restyling del teatro cinema del centro storico della Piccola Atene. Una cerimonia avvenuta ovviamente senza la presenza del pubblico, ma che è stata trasmessa in diretta tv sul canale NoiTv e in streaming sulle pagine ufficiali di Comune di Pietrasanta e Fondazione Versiliana con un grande concerto evento del Maestro Michael Guttman, direttore del Festival internazionale Pietrasanta in Concerto.

“La pandemia non ha risparmiato nemmeno la cultura. La mancanza di spettatori ed applausi li sta soffocando. Vorrei che da Pietrasanta partisse in questo giorno un messaggio di coraggio e resilienza. Quando tutto sarà finito i luoghi dell’anima dovranno tornare ad essere il perno della nostra educazione in presenza. Sarebbe bello, molto bello, poter festeggiare il ritorno degli spettatori nell’ambito di una giornata nazionale dello spettacolo”. Il primo cittadino di Pietrasanta si rivolge al Ministro della cultura, Dario Franceschini: “Ministro che ne pensa?”.

di Mauro De Sanctis

Massimo Bontempelli (1878-1960) è stato una delle figure principali e più controverse della vita politica e culturale del primo novecento italiano; nel panorama del tempo è fra quei letterati (insieme ai suoi amici intimi Alberto Savinio e Giorgio de Chirico) che si proponeva un rinnovamento della cultura letteraria italiana, indiscutibilmente influenzato  dal movimento surrealista di André Breton.

La sua copiosa opera (narratore, giornalista, drammaturgo, traduttore, poeta, compositore), nonostante fosse seguita con molto interesse ed estimazione positiva da parte della critica, cadde in un vero e proprio stato di oblio.

Fortunatamente è da poco tornato in libreria - grazie alla neonata, raffinata ed ambiziosa casa Editrice Utopia di Milano, fondata durante il periodo della pandemia, che ha in corso di pubblicazione nei prossimi anni tutti i romanzi del Bontempelli - “Gente nel tempo”, pubblicato nel 1937, forse il più importante e ambizioso della sua carriera di scrittore.

Bontempelli passava spesso l’estate a Montignoso - presso la casa rossa della sua compagna, la scrittrice Paola Masino - come possiamo notare nelle splendide pagine di “Stato di Grazia” del 1931, nelle quali avvicina il lettore al paesaggio strappando queste immagini: “Tra le Apuane e il Tirreno è Versilia. La Versilia è la più cara regione d’Italia e non lo sa, tanto è semplice. Nemmeno a dirglielo ci fa caso. Riposa lunga tra il suo mare e il suo monte, ogni tanto si fa tutta rosea. Poi s’immerge in un’estasi cheta”. […] “La strada che conduce a Viareggio dalla parte di Pisa è la più bella del mondo. Il tratto tra Migliarino e Torre del Lago, è un giardino stregato. Platani, poi lecci, poi un breve tratto di acacie introduce al rettilineo dei regali cipressi”.

Bontempelli (a sx) sulla spiaggia della Versilia in compagnia di Arnoldo Mondadori (arch. Mondadori)

In altri luoghi Bontempelli usa la notte che cambia il paesaggio, lo rende carico di ambiguità: «Poi da Torre del Lago, tigli e pini e tigli ancora, con una sola breve mutazione alla Lecciona. Ma questa strada raggiunge il massimo della sua magia, della sua compatta follia, viaggiando di notte. Soprattutto i cipressi prendono dal lume delle stelle e dai fari della macchina una vita sublime e fredda, fatta di vertigine immobile”.

Un altro legame con il territorio della Versilia è rappresentato dal Premio Viareggio.

 

Rammentiamo che il ‘Viareggio’ apre in Italia la stagione dei grandi Premi letterari del Novecento. Dopo il ‘Premio Bagutta’, ideato da Orio Vergani nel 1926 tra le quattro mura di una trattoria milanese, il ‘Viareggio’ nasce in Versilia nel 1929 sulla spiaggia e “sotto un ombrellone” per iniziativa dei tre amici Leonida Rèpaci, Carlo Salsa e Alberto Colantuoni.

L’inaugurazione della prima edizione viene infatti presieduta da Massimo Bontempelli e il futuro premio Nobel, nonché amico intimo di quest’ultimo, Luigi Pirandello. Costui ebbe a dire di Massimo Bontempelli: “E’ un autore che filtra il mondo attraverso una lente unica. È il più originale di tutti”.

E’ altresì utile ricordare che il Bontempelli nel 1926 fonda insieme con Curzio Malaparte (altro personaggio preminente della vita culturale Versiliana, allora la più colta d’Europa) la rivista, dal taglio cosmopolita, 900’ Cahiers d'Italie et d'Europe, per la casa editrice La Voce.

Nel primo numero della rivista, uscito nel settembre 1926, dovrebbe tracciare il programma della rivista, ma prima di tutto esprime la sua poetica del “realismo magico” cercando di adeguarla alla posizione politica del periodo: “il compito più urgente e preciso del secolo ventesimo, sarà la ricostruzione del tempo e dello spazio”; “il secondo compito sarà il ritrovamento dell’individuo sicuro di sé, sicuro di essere sé con alcune certezze e responsabilità”. Ergo: ricostruzione della realtà esterna e della realtà individuale.

Come fare questo? “Unico strumento del nostro lavoro sarà l’immaginazione. […] Il mondo immaginario si verserà in perpetuo a fecondare ed arricchire il mondo reale […] immaginazione, fantasia: ma niente di simile al favolismo delle fate. Piuttosto che di fiaba, abbiamo sete di avventura. La vita più quotidiana e normale, vogliamo vederla come un avventuroso miracolo: rischio continuo, e continuo sforzo di eroismi o di trappolerie per scamparne”. Questi quindi i canoni del “realismo magico” come egli stesso li definì.

Il romanzo “Gente del tempo”, che abbiamo introdotto all’inizio, è considerato uno dei capolavori del realismo magico italiano. La prosa è caratterizzata da una lingua elegante, preziosa; la caratterizzazione dei personaggi è finemente dettagliata ed anche i profili intimistici, psicologici sono delineati con maestria.

Si narra la storia di una famiglia, i Medici, in un paesino dell’entroterra ligure, al cui comando è rimasta per molti anni la Gran Vecchia, una figura inquietante, meravigliosa, che muore all’inizio del romanzo. Siamo nell’anno in cui comincia il ‘900. Le redini della famiglia passano nelle mani di Silvano, suo figlio, che però si dimostra un inetto, così come la nuora e le due nipotine, Dirce e Nora. In realtà la Gran Vecchia, in punto di morte, frustrata per le sorti della sua disonorevole discendenza, maledice gli astanti con la frase “Del resto nessuno di voi morirà vecchio”. Negli anni successivi, ogni cinque anni, un membro della famiglia muore e coloro che sopravvivono cominciano a preoccuparsi perché si rendono conto che la profezia della vecchia non era una semplice battuta proferita prima di morire. È qui che si nota come il Bontempelli giochi con la psicologia dei personaggi: cosa succede all’uomo nell’attimo in cui scopre “il quando” deve morire? “Non importa morire, importa non sapere quando” afferma il canonico allorché interpellato sulla serie di sciagure occorse alla famiglia. Le conseguenze della vicenda sono drammatiche ma vi è anche un risultato comico finale, come spesso accade nell’assurdo della finzione e nella vita.

Si concludono questo fine settimana le letture teatrali de “Il deserto dei tartari”, parte del progetto “Other Side” curato dall'associazione culturale Semi Cattivi con il patrocinio del Comune di Seravezza e della Fondazione Terre Medicee.

Le letture si tengono venerdì 2, sabato 3 e domenica 4 ottobre con inizio alle ore 18:30 nei suggestivi spazi della Fondazione Arkad, a fianco di Palazzo Mediceo. Gli attori Roberto Latini, Saverio La Ruina e Massimiliano Civica, tra i più conosciuti e premiati del teatro contemporaneo italiano, leggeranno rispettivamente i capitoli “Sentinelle”, “Il tempo” e “I tartari” della riduzione curata dall’autore e regista Franco Rossi del popolare romanzo di Dino Buzzati. Le letture saranno accompagnate da sonorizzazioni alla maniera dei preziosi radio drammi Rai.

Gli eventi sono a ingresso gratuito su prenotazione (max. 45 persone). Info e prenotazioni: 339 6981617 - 348 0417477 – semi.cattivi@libero.it

Il Covid rivoluziona la vita e trasforma il modo di fare cultura. Meno al chiuso e molto, molto di più all'aperto. A Pietrasanta la cultura è gratis, e soprattutto libera, tutto l’anno. Ed è un pretesto per godersi la città, le sue tante attrazioni, le mostre e gli eventi promossi dal Comune di Pietrasanta.

I PROSSIMI EVENTI

Con i suoi cinque musei civici e soprattutto il suo parco internazionale della scultura contemporanea istituito nel 2016, nato progressivamente a partire dagli anni ’50 ed oggi composto da 74 opere sparse in tutto il territorio, dal litorale alle frazioni collinari, dall’antico centro storico alla verde piana, la città di Pietrasanta valorizza, promuove ed avvicina 365 giorni su 365 a turisti ed appassionati al miracolo dei maestri contemporanei.

Ancora oggi Pietrasanta – la nascita della città risale al 1255 - detiene il primato mondiale per la più alta concentrazione di laboratori artistici per la lavorazione del marmo e del bronzo. Un primato che resiste grazie alla capacità delle nuove generazioni di intrecciare l’ineguagliabile lavoro di scalpellini ed artigiani e la tecnologia dei robot. Un “pezzo artistico” di Pietrasanta, della sua storia, della sua tradizione centenaria, si trova in ogni angolo del mondo.

Il Covid ha cambiato rapidamente e radicalmente le abitudini di visitatori e turisti proiettandoli verso spazi culturali senza pareti dove poter muoversi in assoluta libertà. E’ anche questa una delle ragioni della recente scoperta, per tanti turisti, di una delle principali “attrazioni” culturali della Piccola Atene, il parco della scultura appunto, che negli ultimi anni si è arricchita ulteriormente con nuove opere monumentali e nuovi percorsi.

L’ultima opera donata, in ordine temporale, che entrerà a far parte del patrimonio artistico e turistico della città di Pietrasanta sarà la scultura “Give” di Lorenzo Quinn. “Il Parco Internazionale della Scultura – spiega il sindaco, Alberto Stefano Giovannetti – è un prolungamento all'aperto del Museo dei Bozzetti che custodisce e preserva una delle collezioni più grandi e variegate al mondo, l’unica in verità che contiene progetti d’artista sia moderni che contemporanei. Il Parco della Scultura è una grande attrazione disponibile tutto l’anno, h 24, da percorrere con ogni mezzo ed in ogni stagione. E’ un pezzo della nostra proposta culturale in forte crescita e molto apprezzato. E’ una delle motivazioni per una visita alla nostra città, per un weekend tra arte e cultura, buon cibo ed eventi”.

Le opere che compongono attualmente il percorso dentro la città sono posizionate per qualificare e rendere preziose ed uniche piazze, luoghi storici e turistici, rotonde e punti strategici della città. In centro storico, in Piazza Matteotti, è per esempio possibile ammirare “Il Guerriero” di Fernando Botero, “Memoria di Pietrasanta” (i celebri bovi in marmo) di Pietro Cascella ma anche “L’eredità” di Stanley Bleifeld, “L’adoratrice del Sole” di Maria Gamundi e “Il Danzatore” di Anna Chromy mentre all’ingresso di via di mezzo, via centrale che si collega a Piazza Duomo, la cornice “Peace Frame” dell’americano Nall diventata una cartolina perfetta per selfie e fotografie. Sempre nel centro storico, è impossibile non cercare “Il Centauro” di Igor Mitoraj che presto, proprio a Pietrasanta, avrà un museo dedicato, l’unico nel mondo, la “Serenata” di Rinaldo Bigi ubicata in Largo Padre Thomas Glynn, “Il Cavalletto” di Romano Cosci e la “Chiave del Sogno” di Kan Yasuda in Piazza della Stazione. In Piazza Matteotti “Il Cerchio del vento” in marmo di Mutu. In via Oberdan, non molto distante, è stata collocata l’opera in bronzo “Flame” di Helaine Blumefeld. Poco distante, nel Piazzale Guiscardo (Terminal Bus) è possibile godere della “Riflessione” di Michele Benedetto.

Dominano sulla rotatorie di collegamento “Il Giudizio del Minotauro” di Franco Adami (via Primo Maggio e la via Aurelia), la “Continuacion” di Deredia (via Unità d’Italia/via Aurelia Sud) e “L’oiseau” di Jean Michel Folon (viale Apua/via Unità d'Italia). Opere che non mancano nemmeno nelle frazioni della città a dimostrazione di un progetto che abbraccia tutto il territorio: a Strettoia, in via Casone, ci sono “I Pellegrini” di Neal Barab, a Capezzano Monte “Ferruccio Bresciani” di Romano Cosci e “Un soffio dalla collina” di Sylvestre Gauvrit e così via. Ai giardini pubblici di Tonfano c’è “Il Flamenco” di Giovanna Battaino realizzato in marmo bianco di Carrara, sul lungomare il monumento-memoriale all’11 settembre di Beatrice Fineschi, nella Piazza XXIV Maggio la “Donna Tartaruga” di Novello Finotti che ha realizzato anche il suggestivo “Sant’Antonio” sul Pontile che “sbuca” dal mare e all’ingresso del Pontile “La Potenza al Cubo” di Stefano Pierotti.

In Piazza D’Annunzio, a Fiumetto, “La Bagnante” di Franco Miozzo. Ed ancora Giovanni Monreale con l’opera in vetroresina “17”, il bambino simbolo del cambiamento degli usi e costumi nell’era digitale si trova allo Skate Plaza, Helidon Xhixha con il suo “Oceano” d’acciaio, il “Nettuno” di Alfredo Sasso all’ingresso di Focette ed infine il Mr. Kiribati di Emanuele Giannelli.

E c’è anche la ZTA (Zona a Traffico Artistico) per chi volesse compiere un'originale visita guidata (per costi e info scrivere a istituti.culturali@comune.pietrasanta.lu.it).

Per informazioni www.comune.pietrasanta.lu.it e pagina www.facebook.com/comunedi.pietrasanta?fref=ts.

Debutta sabato 19 settembre e rimarrà aperta per tutto il mese di ottobre nella Sala delle Grasce la mostra personale della scultrice argentina Silvina Spravkin dal titolo El Cuarto de las Maravillas (i gabinetti delle meraviglie).

Derivato dallo studio dell’umanista, era uno spazio privato dove ci si poteva ritirare e dedicarsi ai propri interessi culturali. In uso specialmente nel Cinquecento e negli anni delle Grandi Esplorazioni planetarie, i Gabinetti delle Meraviglie divennero contenitori di oggetti rari e reliquie esotiche. “El Cuarto de las Maravillas” della scultrice argentina Silvina Spravkin contiene modelli, opere e documenti personali: la mostra è un percorso che parte dall’incrocio del desiderio e del modello e si snoda in una architettura di opere e sguardi.

L’esposizione è visitabile a settembre da martedì a domenica dalle 17 alle 20 e dalle 21 alle 24; a ottobre dal martedì alla domenica dalle 17 alle 20 (lunedì chiuso e sabato e domenica anche dalle 10 alle 12.30).

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