Le origini di Seravezza e della Versilia, c’era una volta “Sala Vetitia” e “Sala Versiliae”

di Katia Corfini

C’era una volta “Sala Vetitia” e “Sala Versiliae”, partiamo di qui per descrivere Seravezza.

Un luogo in cui nascono i sogni, fatto di boschi di castagno e di felci che, illuminati dal candore del marmo, danno riparo ai frutti del bosco. Una vera e propria “serra” incorniciata dalle Alpi Apuane dove si respira quiete e gli animi si placano. Seduti su di un sasso nei limpidi ruscelli puoi accompagnare con lo sguardo rare farfalle e libellule blu.

Una terra magica che spazia dalla rinomata e vicina costa versiliese alle magnifiche alture dall’aspetto alpino. Un luogo in cui la terra, generosa con chi la coltiva, dona i preziosi frutti della tradizione Apuo-Versiliese. Frutti che deliziano le tavole dei residenti come quelle dei visitatori.

Seravezza e l’antica terra medicea

Seravezza è uno dei luoghi dell’antica terra medicea. Girando in questa cittadina posta alla confluenza di due ripide valli può capitare di incontrare la scritta “Vetitia”. Ed è proprio da questo particolare che parte il nostro viaggio nel raccontarvi la Terra di “Sala Vetitia”, il nome dall’antico borgo longobardo che indicava un centro di scambi commerciali nell’attuale Seravezza.

Entrata del Palazzo Mediceo il pozzo e la scultura della trota

L’origine del nome è una questione ancora oggi molto dibattuta e l’ipotesi più accreditata non deriva, come si potrebbe immaginare, dall’unione dei nomi dei due torrenti che la attraversano, il Serra e il Vezza, ma bensì è il paese stesso a donare il nome ai due corsi d’acqua. Durante la dominazione longobarda i borghi rurali avevano al centro la “Sala”, corrispondente alla latina villa o fattoria, trasformata poi in castello fortificato.

Da Sala Vetitia il nome si tramutò in Sera Vetza. Si narra che poi un notaio, dividendone a metà il nome, dette rispettivamente ai due fiumi che vi confluivano i nomi di Serra e Vezza.

Nei documenti troviamo l’antico «fluvius Vesidia» (Vezza) che si congiunge nel centro del borgo con il Riomagno (antico nome del Serra) che scorre dal versante sud del Monte Altissimo. Da questa unione nasce il fiume Versilia.

Una volta il corso del fiume scendeva verso valle in prossimità di dove si trova oggi Pietrasanta, l’antica “Sala Versiliae”. Proseguiva poi fino alla foce di Motrone. Mentre oggi dopo vari interventi lo sbocco a mare è al Cinquale.

La leggenda e il ratto della trota

Giungendo a Ruosina sul bordo del fiume Vezza noterete una scultura in marmo. In alto una trota e, alla sua base, un cippo che riporta lo stemma della famiglia dei Medici, dei Lorena e un’iscrizione così tradotta: “La Serenissima Christina Lothorga, Granduchessa, prese sotto a questo masso una trota di 13 libbre, l’anno 1603” in ricordo della pesca fortunata di una trota di quasi 6 kg per mano della nobildonna Maria Cristina di Lorena.

La focata per la fiera di San Lorenzo dove il Serra incontra il Vezza

Ma la leggenda racconta che fu invece per mano di un fedele paggio. Nel cortile del Palazzo Mediceo troverete un pozzo dove è stata collocata un’altra scultura della trota. Negli anni queste opere sono state oggetto di svariati furti fino al più conosciuto “ratto della trota” degli anni cinquanta per mano di alcuni ragazzi di Querceta.

Dopo qualche giorno però sparirono anche i batacchi delle campane dalla chiesa di Querceta. Si narra poi che grazie all’astuzia dei ragazzi l’opera tornò al suo posto e le campane tornarono a suonare. Sovente troverete altre rappresentazioni della trota che nel tempo divenne un vero e proprio simbolo della città.

E qui è da sottolineare città, perché il Comune di Seravezza, si fregia del titolo di Città in virtù del Decreto emanato dal Presidente della Repubblica del 31 dicembre 1975.

Palazzo Mediceo dal 2013 patrimonio dell’umanità dall’Unesco

Tra arte, storia, musica e folclore è sede di molte attività, soprattutto in estate.

Con le sue antiche ex Scuderie Granducali, che includono il teatro e un’ulteriore sede espositiva, annovera importanti mostre di arte moderna e contemporanea.

Oggi un magnifico prato unisce le due costruzioni ed è meta visitatissima con le sue mostre, fiere e festival. Tra le tante citiamo la nota Enolia che a maggio ci porta alla scoperta dell’olio e del vino di qualità, oltre che dei prodotti del territorio. Tra gli ultimi successi il Mediceo Live Festival che anche quest’anno ospiterà numerosi artisti con tante novità.

Reduce dal grande successo della mostra “Ritorno agli anni ottanta, mitologia moderna” quest’anno la Città di Seravezza e la Fondazione Terre Medicee ci sorprenderanno con inedite informazioni con una nuova mostra dal 12 Aprile al 30 Settembre dal titolo “Divismo, spettacolo, cultura 1950-1980 la Bussola di Bernardini”. Chissà quante altro ha da offrire questa magnifica terra.

Magari lo scopriremo nel prossimo articolo.

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Olga Zayats è ucraina ma versiliese di adozione e si occupa di promozione del nostro territorio
In Versilia ormai la conoscono in molti. Non passa inosservata agli eventi mondani e spesso ci imbattiamo sulla sua pagina instagram dove racconta il nostro territorio con gli occhi affascinati di una straniera.
Olga, 37 anni, si è trasferita in Italia nel 2006, assai prima della guerra, portando con sé le sue radici ucraine.

Il blog di Olga Zayats per seguire la Versilia con gli occhi di una giovane ucraina

"Fin da piccola - racconta - ho coltivato la passione per i viaggi e la fotografia. Lavorando nel settore turistico, ho scoperto le innumerevoli meraviglie della Versilia in Toscana e ho deciso di condividerle con il mondo attraverso il mio blog "IO e TOSCANA", dove racconto la bellezza di questa terra dal mio punto di vista".
Inizialmente Olga ha condiviso le sue foto sui social media, ma presto ha sentito il desiderio di approfondire la narrazione attraverso un sito web personale: "grazie alla crescita della mia presenza online, ho scoperto il mio amore per la creazione di video, che ha suscitato l'interesse e l'apprezzamento del pubblico. Ho investito tempo e risorse per perfezionare le mie abilità, trasformando così la mia passione in una vera e propria professione".
Oggi Olga supporta le aziende locali nel raccontare la propria storia e a catturare l'essenza e la bellezza del territorio attraverso i suoi video.
"La Versilia ha conquistato il mio cuore - aggiunge - non solo per la sua straordinaria bellezza paesaggistica, ma anche per la calda accoglienza delle persone che ho avuto il piacere di incontrare e che oggi chiamo amici, oltre che per gli ottimi servizi, la cultura e la cucina".
"Credo fermamente - conclude Olga - che la nostra regione abbia un grande potenziale ancora inesplorato, che potrebbe essere valorizzato attraverso lo sviluppo di un turismo fuori stagione e l'organizzazione di eventi per la comunità locale".
Olga si può seguire sul blog ioetoscana o esplorare il portfolio stories.o.z per scoprire la magia della Toscana attraverso i suoi occhi e le sue storie.
Buon viaggio!

di MIRKO SPINETTI

THAYAHT e la Versilia.

La prima tuta Made in Italy, un carro a vela che sfreccia sulla battigia, un macchinario per scovare gli ufo, una casa gialla sulla spiaggia di Tonfano. Non stiamo cercando di confondervi proponendo una lista nonsense su temi casuali, piuttosto vogliamo titillare la vostra curiosità preparandovi alla storia di questo numero.

Signori, signore e signor*, abbiamo il piacere di parlavi di un genio dimenticato del panorama artistico italiano del ‘900, Ernesto Michahelles, alias THAYAHT.

THAYAHT e suo rapporto con il Futurismo

Ernesto nasce a Firenze nel 1893, in una famiglia crogiuolo di identità, da madre anglo-americana e padre tedesco. Cresce in un ambiente ricco, artisticamente e non solo, e grazie anche al considerevole retaggio genetico che può vantare (il bisnonno era lo scultore statunitense Hiram Powers), debutta nel mondo dell’arte a 22 anni. Tommaso Marinetti lo arruola nel Futurismo insieme al fratello Ruggero Alfredo; da allora si faranno conoscere con i nomi di THAYAHT e RAM.

THAYAHT in tuta

Nel 1918 inizia a lavorare a Parigi nel campo dell’alta moda per la maison di Madeleine Vionnet e solo due anni dopo, insieme al fratello, inventa la TUTA, indumento moderno, versatile, pensato per essere realizzato in casa grazie ad un cartamodello, che verrà distribuito sul quotidiano «La Nazione». Sarà il boom in “tuta” Europa… e non solo, ma questa è un’altra storia. L’editing è tiranno e non abbiamo ancora citato la Versilia! Rimediamo subito.

THAYAHT e la Versilia

Fu a Viareggio nell’agosto del 1917, presso il Select Palace Hotel (ora Grand Hotel Principe di Piemonte), che THAYAHT fece l’amicizia di Djagilev e Massine, due famosi ballerini che gli faranno conoscere Madeleine Vionnet. Ed è sempre in Versilia, nella Marina di Pietrasanta di fine anni ‘30, che THAYAHT si rifugia nel suo buen retiro, la “casa gialla”.

La casa gialla al Tonfano

La dimora del Tonfano, ristrutturata secondo i concetti di funzionalismo e modernità, è già da anni studio e teatro della genesi delle opere dell’artista.

THAYAHT ama profondamente la Versilia, così ricca di dinamismo, che coglie nell’impeto delle onde e nello sferzare del vento. Ama la gente del posto, sincera e concreta.

La stessa gente che lo osserva un po’ stupita, ma anche divertita, mentre solca veloce la spiaggia sul suo “carro vela”, importando nel Bel Paese uno degli sport più comuni del nord Europa atlantico. THAYAHT ama i silenzi siderali della notte e il bagliore dei corpi celesti, così tanto da voler installare sul tetto della casa gialla i telescopi utili per descrivere e illustrare meteore, aurore boreali e altri strani fenomeni.

Il desiderio più grande resta comunque quello di poter conoscere ciò che è nascosto agli occhi ma nudo alla mente. Fin da giovanissimo si era avvicinato al mondo dell’esoterismo, entrando in contatto con personaggi emblematici, come il teosofo indiano Jiddu Krishnamurti, considerato da molti occultisti incarnazione del Buddha Maitreya.

Il primo ufologo che scrutava i cieli della Versilia

Questa è l’anima del genio, divisa tra ossessione per i prodigi della tecnica e attrazione verso le cangianti sfumature dell’anima. Madeleine Vionnet conosce bene questo lato dell’amico e gli invia una serie di articoli sugli avvistamenti di “dischi volanti” ed esseri umanoidi verificatisi in Francia negli anni ’50. Sarà la scintilla che porterà THAYAHT a diventare uno dei primi ufologi al mondo e a fondare in Italia, nel 1954, il Centro
Indipendente Raccolta Notizie Osservazioni Spaziali, che ha sede nella sua nuova abitazione a Fiumetto.

Qui è dove passa il tempo ad indagare l’ignoto, documentando gli avvistamenti dei testimoni oculari, elabora teorie sull’energia dei meridiani lungo i quali si muoverebbero gli UFO e progetta strumentazioni che rilevano variazioni nel campo magnetico per segnalare l’avvicinarsi dei dischi volanti.

Le ricerche si interrompono nel 1959, quando THAYAHT muore a Marina di Pietrasanta all’età di 66 anni, lasciando in eredità al mondo la propria creatività eclettica e una finestra aperta, affacciata sull’ipotesi di mondi inesplorati e verità celate.

E se siamo riusciti a far nascere in voi la curiosità, vi invitiamo a conoscere meglio opere e vita di un grande artista che ha calcato la terra della Versilia, ne ha respirato l’aria, sorseggiato le acque ma, soprattutto, ne ha scrutato i cieli.

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Riparte la stagione degli eventi al MuSA di Pietrasanta con un ricco programma di incontri articolati in quattro filoni tematici: #marmo&dintorni, #esperiment@le.2024, #nonsolomarmo e #leconferenze.

Il cartellone è stato presentato in conferenza stampa da Marco Magnani, presidente del CdA di Lucca In-tec, Cristina Martelli, Segretario generale della Camera di commercio della Toscana Nord-Ovest e Alberto Stefano Giovannetti, sindaco del Comune di Pietrasanta.

Laboratori, dibattiti e visite guidate

Ogni prima domenica del mese sono previsti laboratori per le famiglie; il secondo sabato visite guidate tematiche ed esperienziali alla città di Pietrasanta e al MuSA; il terzo venerdì non mancheranno i dibattiti sulla cultura e l’arte digitale.

Mi piacerebbe che il Musa diventasse un museo da abitare, un luogo di arti e di aggregazione, in costante dialogo con la città. – ha spiegato Marco Magnani, presidente del CdA di Lucca In-tec - Sono certo che la rinnovata sinergia con il Comune di Pietrasanta ci permetterà di consolidare ulteriormente la vocazione di hub della cultura creativa al fine di proporre eventi, spettacoli e momenti di confronto che siano complementari a quelli che già la città offre.

Il MuSA mette a disposizione una struttura polifunzionale ampia, con una tecnologia audiovisiva sofisticata, adatta a rappresentazioni immersive di alta qualità e, mi permetto di dire, unica sul territorio”.

"Un contributo di qualità - ha dichiarato Alberto Stefano Giovannetti, sindaco e assessore a cultura e turismo di Pietrasanta - che 'parla' con Pietrasanta e di Pietrasanta sia alle famiglie, uno dei nostri target di riferimento sugli eventi, sia agli addetti ai lavori del settore arte e cultura, professionalità essenziali per l’economia cittadina.

Tante occasioni che andranno ad accrescere il valore del nostro già ricco palinsesto di manifestazioni e rafforzare il nostro motto, #Pietrasanta365, con cui vogliamo offrire sempre qualcosa da fare ai nostri ospiti e concittadini".

E la domenica l'iniziativa Famiglie al MuSA

Gli appuntamenti della domenica fanno parte dell’iniziativa “Famiglie al MuSA” che, realizzata in collaborazione con la cooperativa Itinera, ha l’obiettivo di promuovere l’educazione culturale e l’interesse per le arti attraverso attività didattiche rivolte ai bambini.

Il format prevede ogni volta un ospite diverso ed è diviso in due momenti: nel primo l’ospite si presenta raccontando la sua storia e il suo modo di fare arte, nel secondo i bambini partecipano ad un laboratorio con l’artista mentre i genitori assistono ad un documentario della collezione permanente del MuSA.

Le visite guidate tematiche previste il secondo sabato del mese hanno invece l’obiettivo di far dialogare il MuSA con il territorio circostante.

Le visite si svolgeranno nel centro di Pietrasanta e avranno ogni volta un tema diverso (marmo, bronzo, arte contemporanea).

Si concluderanno al MuSA con la visione di uno specifico documentario in multiproiezione che racconterà attraverso immagini suggestive ed emozionali il tema della giornata. Visite realizzate in collaborazione con la cooperativa Itinera.

Al MuSA si parla di cultura digitale

Gli incontri in calendario il terzo venerdì del mese sono invece dibattiti intorno alle varie applicazioni della cultura digitale: eco-sostenibilità tecnologiche, NFT, cryptovalute, gaming.

Questi incontri assumeranno le caratteristiche di un format con uno/due presentatori ed interviste agli ospiti, per fare un talk quanto più animato possibile. Iniziativa realizzata in collaborazione con Virtualis Srl.

Ai dibattiti si alterneranno le conferenze dedicate all’arte moderna e contemporanea, il format già consolidato al MuSA di Pietrasanta.

Quest’anno saranno affrontate tre tematiche, ciascuna con un focus su diverse espressioni dell’arte. Gli esperti di settore che saranno ospiti del MuSA approfondiranno così le modalità di fruizione dell’arte digitale, l’illustrazione come mezzo di comunicazione e il dialogo tra il corpo umano e le nuove tecnologie nelle arti performative e negli spettacoli dal vivo.

Accanto a questi eventi prosegue l’iniziativa “Open MuSA”, grazie alla quale sarà possibile conoscere la collezione permanente, composta da documentari in multi-proiezione che raccontano in modo emozionale e immersivo la storia delle tradizioni artigiane del territorio, delle arti e dei mestieri che ne modellano il volto. Open MuSA si terrà nei mesi di maggio, giugno e settembre, tutte le mattine.

A settembre, tornerà al MuSA il Festival “Over The Real - Festival Internazionale di Video e Multimedia Art” che, alla sua IX edizione, presenterà una serie di eventi dedicati alla videoarte, complementari a quelli realizzati in parallelo a Lucca nella stessa settimana, che al MuSA trovano la loro collocazione ideale.

Estate a tutto gas con la realtà virtuale

In cantiere un grande evento per i mesi di luglio e agosto quando il MuSA e Pietrasanta ospiteranno un’esperienza affascinante e immersiva costruita attorno alla realtà virtuale, i cui dettagli saranno presto svelati, ma ciò che è sicuro è che vi sarà un grande coinvolgimento di pubblico.

Lo spazio multimediale del MuSA dedica la sua programmazione alla promozione della cultura e all’approfondimento di tematiche attuali legate alle imprese culturali e creative.

Quest’anno lo fa proponendo incontri mensili che si ripeteranno in maniera ricorrente e facile da ricordare oltre a eventi singolari di grande rilievo tra cui quello del 9 maggio quando, in occasione della Festa dell’Europa, sarà dedicato un approfondimento, sotto forma di dibattito, riguardo il primo Regolamento europeo sull’Intelligenza Artificiale.

Il programma è stato realizzato dalla Camera di commercio della Toscana Nord-Ovest con il supporto organizzativo di Lucca In-tec e il contributo della Fondazione Cassa di risparmio di Lucca

Per info sul calendario e per iscrizioniwww.musapietrasanta.it

Un happening elegante e selezionato quello di giovedì scorso al Palace Hotel Viareggio per la presentazione dell'edizione autunnale del periodico The Versilia Lifestyle.

Dopo il successo degli appuntamenti estivi, rispettivamente al Bagno Felice Primo Forte Dei Marmi e al Faruk di Marina di Pietrasanta, la redazione guidata dai direttori Isotta Boccassini e Lodovico Poschi Meuron ha fatto tappa in una location d'eccellenza in Versilia, in pieno stile liberty.

Alla serata The Versilia Lifestyle sono intervenuti imprenditori, autorità, stampa e influencer

Un aperitivo luculliano organizzato dall'albergo diretto dal direttore Maurizio Lavetti ha allietato i presenti: collaboratori, televisioni, stampa, autorità, imprenditori, influencer, partner e sponsor non sono voluti mancare ad un appuntamento molto atteso.

Anche il primo cittadino Giorgio Del Ghingaro tra i prestigiosi ospiti: tanti i complimenti dei partecipanti alla redazione per il lavoro che svolge per il territorio, mirato ad offrire un'informazione di qualità che racconta le nostre eccellenze di ieri e di oggi con uno stile unico.

Presente anche la titolare del Palace Maria Cristina Marcucci, l'architetto Tiziano Lera, che ha contribuito all'edizione autunnale del periodico con un personale ricordo dello scultore Fernando Botero, recentemente scomparso.

Ad impreziosire la serata la mostra fotografica su Viareggio di Katia Ketty Corfini di GoVersilia; e ancora i Baciotti, biscotti allo Scoppolato di Pedona; i vini di Giardini Ripadiversilia; i cadeaux di Bacci Profumerie di Forte dei Marmi e ovviamente la presenza dei collaboratori Gioele Poli, Marisa Pagliuca, Alessio Francesconi e Laura Zaffaroni.

Grande attesa per la prossima uscita di The Versilia Lifestyle

Ad allietare la serata le note del pianista Adriano Barghetti.

Grande attesa per la prossima edizione del giornale, quella invernale, che sarà in distribuzione gratuita in tutta la Versilia dall'8 dicembre 2023 al 7 gennaio 2024.

di Francesca Navari

Love story che scottano sotto il sole cocente. In Versilia si sono consumati amori spesso contrastati o decisamente piccanti per il tempo. Sono le trame più maliziose che ieri come oggi hanno maggiormente incuriosito paparazzi e persone, riempito le riviste di gossip e ingrassato l'immagine godereccia di una spiaggia che attira anche morbosi scandali da copertina.

UN AMORE SCANDALOSO

Gino Paoli e Stefania Sandrelli, l'amore peccaminoso

Fece tanto sussurrare l'incontro, nel giorno del suo quindicesimo compleanno, il 5 giugno 1961, della giovanissima viareggina Stefania Sandrelli con il già affermato cantante Gino Paoli.

Quella sera lui si esibiva alla Bussola di Focette e lei, con quell'abitino a frange, lo conquistò in un attimo, nonostante i trent'anni di differenza. Erano i tempi in cui anche Mina si fece notare in Versilia a scorrazzare con l'attore playboy Corrado Pani, già sposato: tanto che poco dopo quella vacanza la Tigre di Cremona (che da Pani ebbe un figlio) fu addirittura processata per concubinaggio e bandita dalla Rai per un anno.

Fotografi impazziti anche quando fu avvistata Maria Beatrice di Savoia, detta Titti la peste, la ribelle della dinastia blasonata, con il fascinoso attore Maurizio Arena.

IL TENTATO STUPRO DI SANDRA MILO

Un amore violato quello che invece porta nel cuore ancora Sandra Milo, che solo in anni recenti ha raccontato la ferita più dolorosa, quella del tentato stupro.

    Una giovanissima Sandra Milo

Che passò attraverso quello sguardo truce del soldato americano che, quando aveva 13 anni, cercò di violentarla nella pineta di Ponente a Viareggio. Colei che poi è diventata la musa di Federico Fellini ha ricordato con lucidità quel giorno terribile. La guerra era finita da poco e la giovane Sandra Milo era in Versilia con la famiglia, sfollata dalla campagna pisana. Con un'amica andò a trovare un'altra ragazza ma poi si fece tardi e, per non far arrabbiare i genitori, passarono per la Pineta e incontrarono due soldati americani di colore. “Ci presero per le braccia ma io riuscii a svincolarmi - ha raccontato l'attrice - perdendo un braccialetto d'oro e scappando a casa. La mia amica rimase nelle loro grinfie e la sentii urlare. Da quel giorno non ha più voluto vedermi”.

LA PORNOSTAR CHE HA FATTO TREMARE LA VERSILIA 

E proprio da un gesto 'ardito' sulla spiaggia della Versilia è nata la carriera hot della pornostar fucecchiese Manuela Falorni, conosciuta come la Venere Bianca.

La Venere Bianca

E' lei a raccontare nell'autobiografia quando, da bambina, in un bagno a Lido di Camaiore si scostò il costume per mostrare le parti intime ad un coetaneo. Ne sarebbe però dovuto passare ancora molto di tempo per incoronarla come regina dell'hardcore, gettonatissima nei primi anni Novanta per le sue esibizioni su Rete Mia e il famoso Top Club, la grande associazione di scambisti molto in voga in quegli anni. La Venere Bianca (una delle poche pornostar italiane a partecipare al Festival Internazionale del Cinema Erotico di Barcellona) ha scelto di vivere a Viareggio, luogo in cui si sono dipanate anche le sue complesse vicende personali, a cominciare dal tormentato matrimonio con il pugile Nino La Rocca con cui ha intrapreso una lunga battaglia legale. Poi la svolta: la passione per il body building, il matrimonio con Franco Ciani, compositore ed ex marito di Anna Oxa, con cui alcuni anni fa ha rilevato un'edicola in centro città, vicino alla Torre Matilde.

Un vero 'scandalo al sole', senza coinvolgimenti di cuore ma solo per un topless davvero inatteso, è quello che nell'estate 2014 ha visto protagonista l'allora Ministro dell'Istruzione del Governo Renzi, Stefania Giannini, immortalata sul lettino di uno stabilimento balneare a seno nudo: uno scatto che ha fatto il giro di quotidiani, settimanali e web. La prima volta infatti, che un ministro si è presentato in spiaggia senza reggiseno nella storia della Repubblica Italiana. Roba da far accapponare la pelle al popolo dello Stivale.

RUBY ESCORT NEGLI HOTEL DEL FORTE

Sempre in tema di avventure politiche scollacciate, nel 2017 è arrivata a trascorrere le vacanze a Forte dei Marmi nientemeno che Karima El Mahroug, meglio conosciuta come Ruby Rubacuori, finita al centro delle vicende giudiziarie dei festini 'bunga bunga' che nel 2010 hanno trascinato in un tritacarne mediatico il Cavalier Silvio Berlusconi. La ventiquattrenne marocchina è stata paparazzata a Forte dei Marmi con un sexy bikini color oro e un fisico mozzafiato, in compagnia di un'amica e della figlioletta. Tra l’altro, durante le indagini sui presunti festini ad Arcore, una testimone dichiarò che Ruby, allora minorenne, avrebbe fatto marchette di lusso anche negli alberghi di Forte, elencando i nomi di tutti gli hotel che praticava come escort. E facendo allora tremare molte delle strutture stellate della costa passate al setaccio dagli uomini del commissariato di polizia.

Ormai - visti i tempi di emancipazione - non ha destato troppo stupore il bacio gay tra il noto stylist della tv, Giovanni Ciacci, e il compagno Damiano Allotta (tra l'altro ex dello stilista Stefano Gabbana), a bordo piscina. Un'effusione da rotocalco che lancia la Versilia ancora una volta come terra di costumi vacanzieri moderni e affatto bigotti. Eppure solo dieci anni fa un bagnino allontanò due uomini che si baciavano sulla spiaggia della Lecciona, tra Viareggio e Torre del Lago: una scelta che scatenò la bagarre politica (col sindaco che invocò le scuse del gestore della cooperativa, cui seguì l'allontanamento del bagnino), e risultò un boomerang per l’immagine dell’accoglienza ‘friendly’. Il clamore mediatico infiammò la comunità gay che promosse anche un maxi bacio omosex-lesbo collettivo.

Nella frazione di Strettoia, nel cuore della Versilia storica, si trova l'agriturismo L'Altra Donna: vini ancestrali, prodotti a Km 0 e vista mozzafiato, dalle Cinque Terre fino all'isola d'Elba e anche fino alla Corsica.

Che desiderare di più? Per i padroni di casa, Marco Bazzichi e Katiuscia Sacchelli, il 2023 è un anno speciale.

E' il decimo anniversario del nostro meraviglioso microcosmo – racconta Marco –, abbiamo avviato l'attività agrituristica nel 2013 e l’anno dopo siamo diventati un vero e proprio agriturismo due spighe con prodotti a Km 0. Da luglio abbiamo anche la possibilità di accogliere gli ospiti in una deliziosa suite vista mare in grado di regalare risvegli indimenticabili”.

Questa azienda agricola ha unito i destini di due famiglie che negli anni ’60 abbandonarono la viticoltura per dedicarsi ad altre attività.

L'Altra Donna: quando la storia si tramanda

Finché la vita non ha deciso di cambiare le carte in tavola – ricorda ancora Bazzichi -, dandoci la spinta a tornare ad essere quello che eravamo un tempo. Qui c’è un sapere antico e se sarai fortunato avrai un nonno che lo tramanderà a te. Io lo sono stato perché senza il mio bisnonno Lorenzo la storia della nostra famiglia sarebbe stata diversa e forse l’Altra Donna non esisterebbe”.

Da alcuni anni Bazzichi gestisce alcuni vigneti anche nella zona di Candia, rinomata per la grande caratteristica del suo amabile assemblaggio di Vermentino, Albarola e Malvasia. Ma non solo gli unici vitigni utilizzati perché ci sono anche Trebbiano, Merlot e Masseretta.

Gabriele, Katiuscia, Gianmarco, Sofia e Marco

Le lavorazioni in vigna – continua – vengono svolte rigorosamente a mano fino alla vendemmia e le concimazioni rispettano la tradizione del posto.

Da qualche anno abbiamo introdotto i concimi naturali con uso di micorrize e nessun uso di diserbanti. Tutti i trattamenti avvengono con prodotti biologici, con una modesta quantità di zolfo e rame, e con l’uso di citotropici solo quando sta per nascere il problema”.

Dal 2017 l'azienda ha raggiunto una produzione di circa 15.000 bottiglie, con quattro tipologie di bianco e una di rosso.

Nel 2015 è stata realizzato una barricaia che ha iniziato a produrre un passito con uve sui graticci, un vino mai pensato sulla costa Versiliese: il Passito di Bugia.

I vini ancestrali secondo Marco Bazzichi

Da 10 anni l'azienda agricola L'Altra Donna porta avanti i suoi cavalli di battaglia. Il Caloma, vino di ingresso a base di vermentino diventato ancora più elegante da quando è stato aggiunto un 5% di sauvignon. Oggi è un prodotto che si accompagna benissimo ai piatti della cucina versiliese.

Poi lo Strinatino e l'Apuano, vini d'altri tempi, rifermentati con metodo ancestrale e con solforose bassissime, e lo Zero solfiti vermentino bianco che rimane in cantina per quattro prima di essere messo in commercio. Non per spiriti novelli, ma per chi ha una cultura sui vini macerati.

Gli altri must targati l'Altra Donna sono l'Orange Wine, tipico stile georgiano, toscano zero a base vermentino e sauvignon, che gode di una lunga macerazione sulle bucce e come lo Strinatino si presenta con solforose molto basse.

Infine i vini rossi. Lo Strinato nero a base merlot con aggiunta di masseretta; il Vermentino nero in purezza (con etichetta dell'artista versiliese Antonio Barberi), vino fresco, estivo, a bassa gradazione che ben si accompagna anche al pesce.

E infine il Nero di Bugia che torna a grande richiesta dopo cinque anni di assenza. L'etichetta d'autore e firmata da Alfio Vichi e le 1200 bottiglie prodotte sono praticamente esaurite.

The Versilia Lifestyle festeggia i suoi 5 anni.

Un happy hour davvero esclusivo quello andato in scena domenica sera al Bagno Felice 1 di Forte dei Marmi per festeggiare i cinque anni del periodico free press.

Tanti gli ospiti intervenuti che hanno celebrato insieme ai direttori Isotta Boccassini e Lodovico Poschi Meuron questa ricorrenza assieme all'uscita del nuovo numero del giornale.

Tanti ospiti illustri sulla spiaggia del bagno Felice 1

The Versilia Lifestyle è nato ufficialmente il 1 luglio 2018 e da allora è stato stampato periodicamente con notizie legate al mondo degli eventi, food & drink, moda e tendenze, cultura, ma anche storie e approfondimenti legati alla Versilia, rigorosamente in black & white.

Tra gli ospiti dell'evento l'architetto Tiziano Lera, il noto imprenditore Attilio Bindi, il nuovo direttore del Palace Hotel Maurizio Lavetti e ancora influencer come Aurora Giardina e Marisa Pagliuca, Katia Corfini di Go Versilia, il manager dello sport Maurizio Laudicino, Paolo Tacchi Wealth Advisor Banca Generali, la regina del burraco Domenica Giuliani, il medico estetico dei Vip Ginevra Migliori, il Principe del Pianobar Stefano Busà e ancora giornalisti, numerosi sponsor e partner dell'evento tra cui Alex Pasticceria, l'Altra Donna Vini Naturali, Farmacon, Frantoio Moro e Maite Distilleria Libera. Grande successo anche per la sfilata della giovane stilista Martina Donzella. 

"Siamo orgogliosi che The Versilia Lifestyle sia diventato punto di riferimento per il territorio: abbiamo vinto una sfida lanciata cinque anni fa e abbiamo tutta l'intenzione di intensificare le pubblicazioni durante tutto l'anno. Il nostro giornale è un connubio tra tradizione e innovazione, la chiave del successo della nostra amata Versilia", affermano i direttori.

Dopo il numero di luglio, attesissimo quello di agosto e quelli autunnali e invernali all'insegna di una Versilia autentica, punto di riferimento a livello internazionale.

Photo credits Francesca Cosci

 

Rotary Club Forte dei Marmi, ci siamo.

In totale 42 soci in rappresentanza di quasi tutte le professioni. Spiccano i nomi di imprenditori, medici, avvocati e

Anche Forte dei Marmi ha il suo Rotary Club.

Il Governatore Nello Mari e Andrea Casali, presidente eletto

In totale 42 soci in rappresentanza di quasi tutte le professioni. Spiccano i nomi di imprenditori, medici, avvocati e professionisti di spicco che sabato scorso (17 giugno) hanno prestato il loro giuramento e ricevuto dalle mani del Governatore uscente Nello Mari la classica spilla rotariana nel corso di una bella serata al Terme della Versilia Hotel Villa Undulna di fronte ad un centinaio di ospiti, fra cui il sindaco di Forte dei Marmi Bruno Murzi, le massime autorità rotariane del distretto 2071 (il Pdg Franco Angotti, il Pdg, il Pdg Arrigo Rispoli, il segretario distrettuale Paolo Masi), i presidenti di alcuni Rotary vicini (Viareggio, Montecarlo, Massa e Pisa) e l'ex ministro Pietro Lunardi. Il Governatore ha consegnato il collare al neo presidente Andrea Casali, CEO di Scudo Consulting & Training, società di formazione e consulenza aziendale con sede a Lucca.

“Per me è un onore e un privilegio essere riuscito a costituire questo club e averne assunto la presidenza – ha detto Casali -, Forte dei Marmi è un brand prestigioso che come Rotariani cercheremo di onorare e promuovere in Italia e nel mondo. Subito dopo la pausa estiva cominceremo a pianificare anche alcuni “service” in collaborazione con l'amministrazione comunale e le associazioni di volontariato del territorio”.

Il consiglio direttivo è composto da Ilaria Lotti (vicepresidente), Lodovico Poschi Meuron (Prefetto), Andrea Dianda (Segretario), Giacomo Berutto (tesoriere), Giulia Gambardella, Riccardo Pellini ed Enrico Rosi.

Questo l'elenco completo dei soci del Rotary Forte dei Marmi

Amedeo Alini, Pietro Angelini, Cristiano Baroni, Andrea Benassi, Giacomo Berutto, Attilio Bindi, Andrea Boccardo, Alessandro Boggiano, Alessandro Busoni, Aldo Casali, Andrea Casali, Leonardo Casanova, Paolo Corchia, Maria Gemma Ceccarelli, Mauro Celli, Mario Del Pistoia, Andrea Dianda, Andrea Francesconi, Diego Fiorini, Salvatore Frega, Giulia Gambardella, Paolo Gigli, Edoardo Rivola Giuffré, Massimiliano Ingargiola, Antonio Izzetti, Susanna Larini, Tiziano Lera, Ilaria Lotti, Grazia Palagi, Stefano Pardini, Giuliano Pellegrini, Riccardo Pellini, Anna Ricci Pinucci, Lodovico Poschi Meuron, Enrico Rosi, Mauro Rosi, Andrea Quiriconi, Umberto Quiriconi, Anna Schiaffino, Pietro Paolo Tognetti, Ermindo Tucci, Lorenzo Vannucci.

Torna VinoVip. I protagonisti dell'enologia italiana si danno appuntamento in Versilia, alla seconda edizione di VinoVip al Forte, in programma domenica 25 e lunedì 26 giugno a Forte dei Marmi.

La biennale firmata dalla storica rivista Civiltà del bere porterà sul litorale toscano 50 aziende vitivinicole provenienti da tutta Italia coinvolte in talk show, degustazioni e due appuntamenti d’eccezione: il Grand Tasting con le più importanti realtà dell’enologia italiana e il Vermentino Show, un focus dedicato a questo vitigno che si sta facendo amare sempre di più da esperti e consumatori. È atteso come ogni anno un selezionato pubblico internazionale di professionisti e appassionati.

Un palcoscenico di prestigio, villa Bertelli al Forte

Palcoscenico di VinoVip al Forte sarà la storica Villa Bertelli, palazzo ottocentesco che accoglie ogni anno eventi artistici e culturali e che, con il suo ampio giardino esterno, sarà un elegante luogo d'incontro per l'enologia internazionale.

Diventato ormai un’occasione di networking di importanza fondamentale per i protagonisti del settore, il summit proporrà come da tradizione un’ampia riflessione sui temi di maggiore attualità. Il primo appuntamento è in programma per la domenica pomeriggio, con il talk show inaugurale (ad ingresso gratuito su prenotazione) che vedrà coinvolti imprenditori, operatori e stampa di settore.

"Quest'anno il grande argomento da discutere, con imprenditori e manager del vino, sarà il futuro delle Doc. Non una in particolare, ma l'intero sistema che sta affrontando stimoli decisivi, dall'introduzione delle varietà resistenti alla governance dei Consorzi, dall'allargamento dei territori alla proliferazione di "sottozone" che creano competizione all'interno di singole denominazioni", ha anticipato Alessandro Torcoli, direttore di Civiltà del bere.

Lunedì 26 giugno, in orario serale dalle 18.00 alle 22.00, si alzerà il sipario sul Grand Tasting di VinoVip al Forte. Un banco d’assaggio che vedrà riuniti i grandi nomi del vino italiano, dove le 50 aziende protagoniste porteranno in degustazione tre delle loro migliori referenze. L’ingresso alla degustazione sarà disponibile solo in prevendita.

Informazioni e prevendite disponibili dal 15 maggio su: www.vinovipalforte.it

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