O Viareggio più bella dell'Oriente

Viaggio alla scoperta della città tanto amata da Mario Tobino diventata capitale della nautica

Di Katia Corfini

 

La Via Regia e il borgo divenuto porto

Arriviamo a Viareggio sulle orme dell’antica Via Regia che ne ispirò il nome e proseguiamo fino al mare e alla spiaggia che fu tra le prime ad essere attrezzata dai balneari. Là ad attenderci un gruppetto di gabbiani. Seguendo il loro volo saliamo sul grande muraglione del porto. Qui, tra spruzzi di salsedine e una vista mozzafiato del litorale incontriamo pescatori, anime solitarie, innamorati, amici che sorridono, famiglie che giocano. Sovente è il saluto e il sorriso a farsi portavoce dell’ospitalità viareggina. Poi, quando soffia forte il libeccio, si incontrano anche i più audaci che sfidando le onde ci ricordano le imprese dei loro avi, come gli uomini dell’Artiglio, i primi costruttori navali, i grandi comandanti e le loro avventure. Grazie a loro possiamo comprendere la forza di questa comunità e il forte legame che ha per la propria terra e capire perché Viareggio vanta una così grande fama nell’industria nautica mondiale. Restiamo affascinati ad ascoltare i racconti dei maestri d’ascia e dei calafati che ci parlano del galeone nel porto, dei vari delle grandi navi, ci spiegano cos’è un barcobestia e come cucinare una buona trabaccolara. Poi incontriamo anche i più romantici che recitano e canticchiano versi e melodie di famosi poeti e musicisti.

Qui hanno soggiornato il poeta Percy B. Shelley, Lord Byron, poi Puccini, Manzoni, D’Annunzio, ma anche Pirandello e Marta Abba, la sua musa ispiratrice. Mentre proviamo a recitare assieme a loro scorgiamo le statue che animano gli scogli inerti e fanno compagnia ai più solitari. Raggiungiamo l’estremità del muraglione dove restiamo in religioso silenzio ad ammirare la bellezza che ci circonda. Il panorama fatto di mare, le sagome delle isole e le Alpi Apuane che incorniciano la famosa “Perla del Tirreno”: Viareggio. Città tra le regine del Carnevale d’Italia.

Viareggio, le parole dei suoi scrittori

Oltre il braccio di pietrame bigio del molo, c’era tutto lo scenario delle Alpi Apuane fino alla foce del fiume Magra e alle insenature del golfo della Spezia s’udivano come dei tuoni.” Ecco che le parole di Lorenzo Viani ci appaiono come appena pronunciate davanti al paesaggio viareggino. Ci par di passeggiare insieme a lui.

Poi, voltandoci indietro ci sorprendiamo scorgendo un enorme murales con scritto: “Viareggio in te son nato in te spero morire”. Non a caso Mario Tobino scrisse questa frase tratta da una sua poesia divenuta il saluto ai naviganti e poi dipinta nel porto da due ragazzi innamorati della città. Questa scritta racchiude in se l’essenza del viareggino, perché il legame che ha con la sua città è così forte da sperare che sia l’ultimo luogo che vedrà.

I 200 anni della Darsena Lucca

Proseguiamo il nostro viaggio seguendo le orme della gente di mare. Lungo il canale ci fanno compagnia opere pittoriche che rappresentano soggetti di pescatori e di marinai che mostrano una tipica realtà̀ sociale in cui le mani sono l’essenza della vita e del lavoro.

Raggiungiamo il porto e la sua darsena con la storica Via Coppino che pullula dei suoi migliori artigiani, gli stessi che hanno reso Viareggio capitale della nautica mondiale. Se oggi la darsena ha avuto questo florido sviluppo si deve ringraziare anche Maria Luisa di Borbone che oltre due secoli fa fece elevare Viareggio al rango di città, ma soprattutto sotto il suo governo fece costruire la Darsena Lucca rendendo la costruzione delle navi strutturata in modo da poter crescere. La darsena fu zona di cantiere ma anche fucina di grandi professionisti del mare, una darsena all’ombra della Torre Matilde, l’iconica e più antica costruzione che un tempo fu forte e poi prigione. La Darsena Lucca dette avvio allo sviluppo della cantieristica e della pesca (oggi fonti primarie delle attività locali). La storia di Viareggio segue le orme di uomini umili senza i quali Maria Luisa non avrebbe potuto realizzare le grandi opere. Uomini che hanno saputo con passione, duro lavoro e ingegno trasformare una terra paludosa e ostile in una città gioiello. Fra gli autori che ci vengono in mente per salutarvi troviamo Enrico Pea, che rende onore all’animo marinaresco con queste parole trascritte sul molo: “respira a pieni polmoni, da questo parapetto marino. Ogni fiatata è un foglio da mille che arricchisce la cassaforte dei tuoi polmoni”. Ma anche un verso di Mario Tobino: “Beato chi semplice vive” così come un viareggino ci insegna.

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Foto tratte dall’archivio di Katia Corfini residente del luogo.

Un happening elegante e selezionato quello di giovedì scorso al Palace Hotel Viareggio per la presentazione dell'edizione autunnale del periodico The Versilia Lifestyle.

Dopo il successo degli appuntamenti estivi, rispettivamente al Bagno Felice Primo Forte Dei Marmi e al Faruk di Marina di Pietrasanta, la redazione guidata dai direttori Isotta Boccassini e Lodovico Poschi Meuron ha fatto tappa in una location d'eccellenza in Versilia, in pieno stile liberty.

Alla serata The Versilia Lifestyle sono intervenuti imprenditori, autorità, stampa e influencer

Un aperitivo luculliano organizzato dall'albergo diretto dal direttore Maurizio Lavetti ha allietato i presenti: collaboratori, televisioni, stampa, autorità, imprenditori, influencer, partner e sponsor non sono voluti mancare ad un appuntamento molto atteso.

Anche il primo cittadino Giorgio Del Ghingaro tra i prestigiosi ospiti: tanti i complimenti dei partecipanti alla redazione per il lavoro che svolge per il territorio, mirato ad offrire un'informazione di qualità che racconta le nostre eccellenze di ieri e di oggi con uno stile unico.

Presente anche la titolare del Palace Maria Cristina Marcucci, l'architetto Tiziano Lera, che ha contribuito all'edizione autunnale del periodico con un personale ricordo dello scultore Fernando Botero, recentemente scomparso.

Ad impreziosire la serata la mostra fotografica su Viareggio di Katia Ketty Corfini di GoVersilia; e ancora i Baciotti, biscotti allo Scoppolato di Pedona; i vini di Giardini Ripadiversilia; i cadeaux di Bacci Profumerie di Forte dei Marmi e ovviamente la presenza dei collaboratori Gioele Poli, Marisa Pagliuca, Alessio Francesconi e Laura Zaffaroni.

Grande attesa per la prossima uscita di The Versilia Lifestyle

Ad allietare la serata le note del pianista Adriano Barghetti.

Grande attesa per la prossima edizione del giornale, quella invernale, che sarà in distribuzione gratuita in tutta la Versilia dall'8 dicembre 2023 al 7 gennaio 2024.

A Maggiano, psicofarmaci di nuova generazione e musicoterapia per curare i malati psichici furono utilizzati ben prima dell'introduzione della legge Basaglia che nel 1978 chiudeva i manicomi. 

Questa bella storia, scritta a quattro mani da Enrico Marchi e Marco Amerigo Innocenti, rivive in una pubblicazione di Maria Pacini Fazzi nell’ambito della collana “Quaderni della Fondazione Mario Tobino – Studi e Ricerche” che sarà presentata venerdì primo settembre alle 18 nella sala Pieraccini del Palazzo delle Muse di Viareggio.

Delia Scala madrina d'eccezione al festival di Maggiano

C’è stato un Festival della Canzone, in Lucchesia, seguito per sei anni, dal 1964 al 1969, da un pubblico più ampio - fino a tremila persone - di quello del Teatro Ariston di Sanremo.

A scrivere le canzoni, cantare e suonare sul palco erano i degenti dello psichiatrico di Maggiano (l’ospedale di Mario Tobino, riferimento per i malati di mente anche dei Viareggio e della Versilia per i quali esisteva un apposito reparto) aiutati e coordinati da alcuni operatori della struttura.

Psicofarmaci e musicoterapia, Maggiano curava così i suoi malati

Nel tempo la memoria si è persa, ma i meno giovani ricordano il successo di quella manifestazione (di cui più volte era stata madrina Delia Scala) che trovava grande spazio sui giornali locali e nazionale e attirava l’attenzione della Rai per documentare lo straordinario, benefico effetto della ludo e musicoterapia sui malati.

Documenti, immagini, filmati, audio e testimonianze ritrovate e raccolte nel libro “Leggera Cura - Quando Maggiano cantava” scritto dallo psichiatra Enrico Marchi, già dirigente del settore nella Asl, e dal giornalista-scrittore Marco Amerigo Innocenti.

Il lettore trova nel testo i QRCode attraverso i quali ascoltare e vedere con immediatezza le canzoni eseguite dai pazienti e le immagini della presentazione e dello svolgimento del Festival, al quale partecipavano anche le delegazioni di degenti di altri 14 ospedali psichiatrici, arrivati da tutta Italia.

A Viareggio, nel palazzo delle Muse, la presentazione del libro

La pubblicazione, a cura della casa editrice Maria Pacini Fazzi nell’ambito della collana “Quaderni della Fondazione Mario Tobino – Studi e Ricerche”, con prefazione della presidente Isabella Tobino, sarà presentata venerdì primo settembre alle 18 nella sala Pieraccini del Palazzo delle Muse.

Per gli intervenuti seguirà una visita gratuita alla mostra dedicata a D’Annunzio.

A Maggiano psicofarmaci di nuova generazione e musicoterapia per migliorare la cura dei pazienti nell'ospedale psichiatrico di Maggiano erano quindi prassi già 15 anni prima della legge del 1978 che chiudeva i manicomi. Terapie innovative e grande umanità per dimettere molti malati e permettere loro di girare liberi. La “settimana della cultura” che si teneva ogni anno nello psichiatrico reso famoso, oltre che dalle cure, anche dalle opere letterarie di Tobino prevedeva convegni e giornate di studio sulla malattia mentale. 

Ma il clou era il “Festival” che per buona parte dell’anno teneva attivi, partecipi e impegnati tanti degenti e parecchi operatori dell’ospedale psichiatrico.

La medicina estetica non è più un tabù. Non lo è per i meno giovani, ma nemmeno per le nuove generazioni, i cosiddetti millennials, quelli nati dalla fine degli anni '80 al 2000.

Ma perché la generazione Y ricorre alla medicina estetica? È presto detto. Chi è diventato maggiorenne nel nuovo millennio è tendenzialmente molto attento alla propria immagine. Cura il proprio corpo, segue un’attenta beauty routine, usa la protezione solare, idrata quotidianamente la pelle con prodotti di alta qualità. Insomma, la tendenza è quella di apparire impeccabile tanto nella vita reale che in quella virtuale, dove i social hanno un ruolo sempre più rilevante. Di conseguenza, i millennial si rivolgono al medico estetico prima, e in maggior numero, rispetto alla generazione che li ha preceduti.

Ma quali sono i trattamenti più richiesti e perché?

Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Irene Fusto, medico estetico con studio a Viareggio.

La Dott.ssa Irene Fusto

La Dott.ssa Irene Fusto

Con questo video la dottoressa Fusto inaugura la sua collaborazione con The Versilia Lifestyle.

Irene Fusto è laureata in medicina e chirurgia a Catania con 110. Ha conseguito il master di secondo livello in medicina estetica presso la facoltà di Medicina e Chirurgia di San Marino ed ha frequentato la scuola internazionale di medicina estetica presso Fondazione Fatebenefratelli di Roma.

È specializzata in trattamenti antiaging viso corpo, estetica correttiva, prevenzione invecchiamento, rimodellamento corpo. Ha il suo studio in Largo Risorgimento 9 dove si prende cura della bellezza e della salute della pelle con terapie antiaging mirate a ripristinare volumi e proiezioni, sempre rispettando la naturale armonia del viso.

La dottoressa Fusto è a disposizione dei nostri lettori per rispondere a curiosità e domande. Basta scrivere alla mail theversilialifestyle@gmail.com

Le Stelle della Versilia tornano protagoniste del tradizionale concerto di Natale in diretta su Rai 1 ed in Eurovisione il giorno di Natale. La pianta simbolo delle festività, ma anche della tradizione e del calore natalizio, addobberà il palco della Basilica Superiore di San Francesco di Assisi in occasione del prestigioso evento musicale e televisivo in palinsesto venerdì 25 dicembre alle ore 12.30. L’evento sarà trasmesso il 25 dicembre dopo la benedizione Urbi et Orbi di Papa Francesco.

Dopo una stagione molto difficile condizionata dalla pandemia e dagli inevitabili effetti sulle vendite, il settore delle Stelle di Natale, di cui la Versilia è indiscussa leader a livello nazionale con 4 milioni di esemplari prodotti (sono 10 milioni a livello nazionale) ed un giro di affari tra i 15 ed i 17 milioni di euro, tenta il grande rilancio.

L’iniziativa è del Comune di Viareggio che insieme a Coldiretti e alle imprese agricole realizzeranno la scenografia naturale del concerto di Natale. Oltre due cento gli esemplari tra Stelle di Natale di colore rosso e bianco necessarie per adornare il palcoscenico. “Con l’abete, la Stella di Natale è uno dei simboli che non mancano mai nelle case degli italiani. Troviamo le Stelle di Natale in almeno una casa su due. – spiega Andrea Elmi, Presidente Coldiretti Lucca – Per il settore sono giorni decisivi dopo le settimane di incertezza e paralisi dovute ai mini-lockdown.  Le vendite delle Stelle di Natale sono in ripresa anche grazie alle molte azioni che abbiamo messo in campo per sensibilizzare gli italiani all’acquisto di un icona delle festività partendo da quelli che sono oggi gli avamposti della battaglia al Covid come gli ospedali.  Abbiamo donato centinaia di Stelle di Natale a medici, infermieri e personale sanitario in un’azione congiunta con la Regione Toscana che ci ha aperto le porte delle strutture. La possibilità di poter sfruttare un palcoscenico così importante rafforza l’immagine e la leadership della Versilia in questo particolare segmento”.

A fare da connettore con l’evento di Assisi è stato il Comune di Viareggio: “Ringrazio il sindaco, Giorgio Del Ghingaro e l’assessore Alessandro Meciani per aver preso in carico gli aspetti organizzativi e gestionali di questa importante vetrina che ci consentirà di promuovere i nostri fiori in un contesto prestigioso ed importante ed il nostro territorio tutto. Era importante – conclude – mantenere anche in questo periodo difficile una bella tradizione come quella del concerto di Assisi”.

Per informazioni www.lucca.coldiretti.it oppure pagina ufficiale Facebook

di Mauro De Sanctis

Massimo Bontempelli (1878-1960) è stato una delle figure principali e più controverse della vita politica e culturale del primo novecento italiano; nel panorama del tempo è fra quei letterati (insieme ai suoi amici intimi Alberto Savinio e Giorgio de Chirico) che si proponeva un rinnovamento della cultura letteraria italiana, indiscutibilmente influenzato  dal movimento surrealista di André Breton.

La sua copiosa opera (narratore, giornalista, drammaturgo, traduttore, poeta, compositore), nonostante fosse seguita con molto interesse ed estimazione positiva da parte della critica, cadde in un vero e proprio stato di oblio.

Fortunatamente è da poco tornato in libreria - grazie alla neonata, raffinata ed ambiziosa casa Editrice Utopia di Milano, fondata durante il periodo della pandemia, che ha in corso di pubblicazione nei prossimi anni tutti i romanzi del Bontempelli - “Gente nel tempo”, pubblicato nel 1937, forse il più importante e ambizioso della sua carriera di scrittore.

Bontempelli passava spesso l’estate a Montignoso - presso la casa rossa della sua compagna, la scrittrice Paola Masino - come possiamo notare nelle splendide pagine di “Stato di Grazia” del 1931, nelle quali avvicina il lettore al paesaggio strappando queste immagini: “Tra le Apuane e il Tirreno è Versilia. La Versilia è la più cara regione d’Italia e non lo sa, tanto è semplice. Nemmeno a dirglielo ci fa caso. Riposa lunga tra il suo mare e il suo monte, ogni tanto si fa tutta rosea. Poi s’immerge in un’estasi cheta”. […] “La strada che conduce a Viareggio dalla parte di Pisa è la più bella del mondo. Il tratto tra Migliarino e Torre del Lago, è un giardino stregato. Platani, poi lecci, poi un breve tratto di acacie introduce al rettilineo dei regali cipressi”.

Bontempelli (a sx) sulla spiaggia della Versilia in compagnia di Arnoldo Mondadori (arch. Mondadori)

In altri luoghi Bontempelli usa la notte che cambia il paesaggio, lo rende carico di ambiguità: «Poi da Torre del Lago, tigli e pini e tigli ancora, con una sola breve mutazione alla Lecciona. Ma questa strada raggiunge il massimo della sua magia, della sua compatta follia, viaggiando di notte. Soprattutto i cipressi prendono dal lume delle stelle e dai fari della macchina una vita sublime e fredda, fatta di vertigine immobile”.

Un altro legame con il territorio della Versilia è rappresentato dal Premio Viareggio.

 

Rammentiamo che il ‘Viareggio’ apre in Italia la stagione dei grandi Premi letterari del Novecento. Dopo il ‘Premio Bagutta’, ideato da Orio Vergani nel 1926 tra le quattro mura di una trattoria milanese, il ‘Viareggio’ nasce in Versilia nel 1929 sulla spiaggia e “sotto un ombrellone” per iniziativa dei tre amici Leonida Rèpaci, Carlo Salsa e Alberto Colantuoni.

L’inaugurazione della prima edizione viene infatti presieduta da Massimo Bontempelli e il futuro premio Nobel, nonché amico intimo di quest’ultimo, Luigi Pirandello. Costui ebbe a dire di Massimo Bontempelli: “E’ un autore che filtra il mondo attraverso una lente unica. È il più originale di tutti”.

E’ altresì utile ricordare che il Bontempelli nel 1926 fonda insieme con Curzio Malaparte (altro personaggio preminente della vita culturale Versiliana, allora la più colta d’Europa) la rivista, dal taglio cosmopolita, 900’ Cahiers d'Italie et d'Europe, per la casa editrice La Voce.

Nel primo numero della rivista, uscito nel settembre 1926, dovrebbe tracciare il programma della rivista, ma prima di tutto esprime la sua poetica del “realismo magico” cercando di adeguarla alla posizione politica del periodo: “il compito più urgente e preciso del secolo ventesimo, sarà la ricostruzione del tempo e dello spazio”; “il secondo compito sarà il ritrovamento dell’individuo sicuro di sé, sicuro di essere sé con alcune certezze e responsabilità”. Ergo: ricostruzione della realtà esterna e della realtà individuale.

Come fare questo? “Unico strumento del nostro lavoro sarà l’immaginazione. […] Il mondo immaginario si verserà in perpetuo a fecondare ed arricchire il mondo reale […] immaginazione, fantasia: ma niente di simile al favolismo delle fate. Piuttosto che di fiaba, abbiamo sete di avventura. La vita più quotidiana e normale, vogliamo vederla come un avventuroso miracolo: rischio continuo, e continuo sforzo di eroismi o di trappolerie per scamparne”. Questi quindi i canoni del “realismo magico” come egli stesso li definì.

Il romanzo “Gente del tempo”, che abbiamo introdotto all’inizio, è considerato uno dei capolavori del realismo magico italiano. La prosa è caratterizzata da una lingua elegante, preziosa; la caratterizzazione dei personaggi è finemente dettagliata ed anche i profili intimistici, psicologici sono delineati con maestria.

Si narra la storia di una famiglia, i Medici, in un paesino dell’entroterra ligure, al cui comando è rimasta per molti anni la Gran Vecchia, una figura inquietante, meravigliosa, che muore all’inizio del romanzo. Siamo nell’anno in cui comincia il ‘900. Le redini della famiglia passano nelle mani di Silvano, suo figlio, che però si dimostra un inetto, così come la nuora e le due nipotine, Dirce e Nora. In realtà la Gran Vecchia, in punto di morte, frustrata per le sorti della sua disonorevole discendenza, maledice gli astanti con la frase “Del resto nessuno di voi morirà vecchio”. Negli anni successivi, ogni cinque anni, un membro della famiglia muore e coloro che sopravvivono cominciano a preoccuparsi perché si rendono conto che la profezia della vecchia non era una semplice battuta proferita prima di morire. È qui che si nota come il Bontempelli giochi con la psicologia dei personaggi: cosa succede all’uomo nell’attimo in cui scopre “il quando” deve morire? “Non importa morire, importa non sapere quando” afferma il canonico allorché interpellato sulla serie di sciagure occorse alla famiglia. Le conseguenze della vicenda sono drammatiche ma vi è anche un risultato comico finale, come spesso accade nell’assurdo della finzione e nella vita.

di Lodovico Poschi Meuron

È sold out da 18 anni. Sì, avete capito bene: 18 anni. Trovare un tavolo a “Gli Amici del Gusto” è come cercare un ago in un pagliaio, cioè praticamente impossibile. A meno che non si prenoti con un anno di anticipo o arrivi il classico colpo di fortuna: chiami il giorno stesso e scopri che qualcun altro ha disdetto il suo preziosissimo tavolo. 

Interno del locale

Questo stupefacente angolo di cucina viareggina - nella centralissima via Cavallotti, 38 posti a sedere, scesi oggi a 29 causa Covid - è ormai un locale cult nel panorama gastronomico della Versilia. Nessuna stella Michelin, ma un mare di passione unita a sapienza culinaria da parte della famiglia Carpita. E un'atmosfera familiare: foto personali e quadri alle pareti, oggetti e tante, tantissime bottiglie di liquori e alcolici, messe insieme con viaggi in tutto il mondo. E alla porta c’è anche un vecchio big ben che punta alla mezzanotte, con una scritta: questa è l’ora di andare a letto.

L’idea balena a Giancarlo Carpita all’inizio del nuovo secolo. Portiere di beach soccer per passione, ha lavorato da sempre nel settore: prima come chef alla mitica Canniccia del Forte, poi nel reparto gastronomia dell’RG. Ma all’improvviso arriva l’occasione di mettersi in proprio, nel cuore di Viareggio, rilevando lo storico Bar Ettore. Da qui parte una storia che diventa ben presto leggenda. 

La famiglia Carpita con il personale di cucina

“È un’avventura partita con mio padre quasi per caso, che poi ci è scoppiata tra le mani” racconta Andrea, il figlio primogenito. “All’inizio si organizzavano serate a tema, rigorosamente a base di pesce. La gente si è innamorata di noi, avevamo prenotazioni da un mese all’altro. Poi questa finestra si è allungata sempre di più fino a quando ci siamo trovati ad essere pieni da un anno all’altro”.

Gli Amici del Gusto sono divenuti ben presto un fenomeno quasi unico nel panorama della ristorazione non stellata. Ci sono tavoli già prenotati fino al 2022, con una clientela che arriva da tutta la Toscana e non solo, perché ci sono affezionati turisti italiani e stranieri che prenotano per la successiva estate. E il merito esclusivo è del passaparola perché Andrea giura che non è mai stata spesa una lira in pubblicità. 

“I clienti sono stati il nostro unico sponsor - dice -, raccontando agli altri l’esperienza che hanno vissuto, creando così un effetto a catena. La formula vincente? Credo la freschezza del nostro pesce, il fatto di proporre un menù a prezzo fisso, nel vero senso della parola perché nei 40 euro noi (il prezzo è stato aumentato di 5 euro dopo tanti anni, ndr) includiamo tutto: dall’antipasto al dolce, acqua, caffè e amari. E il vino in bottiglia, non sfuso, con tante etichette che selezioniamo accuratamente per il loro rapporto qualità prezzo”.

Un classico della cucina versiliese: lo spaghetto alle arselle

I pescherecci viareggini fanno a gara per consegnare ogni giorno il pescato fresco. Per forza, anche loro sanno bene che gli Amici del Gusto sono pieni tutta la settimana. Fino a quel maledetto 10 marzo, quando il paese ha chiuso per Covid.

“Una cosa incredibile, molta gente che aveva prenotato mesi e mesi prima ci telefonava chiedendo di poter venire lo stesso. E quando rispondevamo che eravamo chiusi, si arrabbiavamo pure…Da maggio abbiamo cercato di fare il possibile per riprogrammare tutti, anche se abbiamo dovuto ridurre la capienza da 38 a 29 posti”.

Ogni sera la cucina propone un menù diverso. Noi, fra le altre cose, abbiamo assaggiato triglie cotte nell'aceto, melanzane grigliate con mousse di cernia, branzino su crema di zucca e salmone al vapore con scaglie di mandorle, pesce spada marinato nell'aceto balsamico e un classico della Versilia: lo spaghetto alle arselle. Poi ci sono i secondi e il dolce fatto in casa, sempre diversi. Per finire in bellezza un assaggio di liquore o di amaro, ma roba per intenditori. Proprio come a casa!

Per prenotazioni 0584/945157. Con tanti auguri e una bella dose di pazienza. 

di Isotta Boccassini

Di numerose aziende nate nel settore nautico nell’ultimo secolo e mezzo, sono poche in realtà quelle rimaste attive e il ventaglio si restringe ancora di più se pensiamo a quelle a conduzione familiare. La parabola della nautica viareggina è stata vissuta a 360 gradi dalle ultime tre generazioni della Famiglia Codecasa. Non una semplice famiglia, ma un’azienda che ha fatto di qualità, innovazione ed eleganza la sua carta vincente.
In esclusiva per The Versilia Lifestyle abbiamo intervistato due personaggi che stanno continuando a fare la storia del cantiere: Fulvio Codecasa, al timone dell’azienda da 40 anni, e l’AD Ennio Buonomo.
Pienamente calato nella realtà dei propri cantieri, Fulvio Codecasa segue, assieme alle figlie Fulvia ed Elena, ed i rispettivi mariti, Ennio Buonomo e Fabio Lofrese, tutte le fasi costruttive dei propri Yacht, dalle linee generali ai particolari, dal progetto alle finiture. È lui il committente più esigente e difficile da accontentare.
Le sue numerose e qualificate maestranze, che conoscono e condividono il grande amore e l’impegno che profonde nel suo lavoro, lo seguono con stima e rispetto.

GRAM

FULVIO CODECASA, L’ASCESA DEI CANTIERI E IL PRIMO YACHT DEL 1970

Nati come carpentieri per la costruzione di barche da lavoro in legno, dai primi anni Settanta del Novecento i Cantieri sono entrati nel mondo del gran diporto, dove ancora oggi ricoprono un ruolo di primo livello. “Il passaggio è avvenuto quando sono riuscito, dopo un lungo lavoro di persuasione su mio padre, che“Il nostro successo è derivato poi semplicemente da tanto sacrificio e voglia di fare non solo miei, ma di tutti, dalla mia famiglia ai miei collaboratori. All’epoca era piuttosto restio ad abbandonare il collaudato settore delle barche commerciali, a cimentarsi in qualcosa di nuovo” afferma il Patron Fulvio Codecasa.

A partire da quegli anni gli yacht Codecasa iniziano ad essere conosciuti in tutto il mondo per la loro linea pulita, ma soprattutto per la tecnologia all’avanguardia presente su ogni yacht insieme al servizio di assistenza a vita che è la miglior garanzia per avere uno yacht che sia eterno.
Il 1970 è la data storica che segna il varo del primo yacht di lusso dei Cantieri Codecasa, che fino ad allora produceva in gran parte pescherecci.
“Ero giovane, ma ben determinato e mi sono lanciato con decisione nel mercato del diporto” ci racconta Fulvio. “Il debutto nel nuovo settore porta il nome di Gram, uno scafo di circa 82 piedi, 25 mt, realizzato in collaborazione con l’Architetto Franco Harrauer, commissionato da un signore milanese imparentato con la famiglia Lancia.
Presentava una prua, che poteva richiamare le barche commerciali, che si discostava dalle mode dell’epoca. E’ stato un vero successo e da lì è iniziata la svolta… e ancora oggi la nostra produzione continua a mutare nel tempo”.
Da Gram ad oggi Fulvio Codecasa grazie alle sue capacità dialettiche e alla eccellente qualità delle sue imbarcazioni ha convinto innumerevoli armatori a sposare la bandiera del Cantiere. “È accaduto tante volte - ricorda - che sia riuscito a convincere l’armatore ad acquistare i nostri yacht seduto a tavola, con un metro in mano. Indicando metaforicamente su di esso la parte di vita vissuta e quella ancora da vivere del potenziale acquirente convincendolo a non negarsi, per la parte restante, il grande piacere di possedere uno yacht Codecasa”.

L’AD ENNIO BUONOMO “SONO I GRANDI YACHT A TENERE IN PIEDI LA NAUTICA ITALIANA”
Il 2018 è per Codecasa un anno di grande lavoro. Sono in costruzione uno yacht da 65 metri che verrà consegnato al suo armatore nell’estate 2019 e per cui il cantiere sta lavorando a pieno ritmo proprio in questo periodo. Inoltre hanno iniziato la costruzione, su commissione, anche di un Codecasa da 55 metri, la cui consegna è prevista per il 2020. “Limitiamo la produzione annua a pochi yacht e questa dipende dalle dimensioni degli yacht in costruzione. La ragione di questa scelta permette di offrire ai Clienti un prodotto di ottima fattura ed evita di gravare la struttura del peso di eventuali yacht invenduti” spiega Ennio Buonomo, AD dell’azienda.

Codecasa Yacht

Ennio ha ben chiaro quale sia attualmente lo scenario della nautica internazionale “Ora che il settore della nautica sembra essersi finalmente ripreso, ritengo che siano i grandi yachts a tenere in piedi la nautica italiana. Purtroppo la crisi che abbiamo superato da pochi anni ha colpito maggiormente i cantieri navali che producevano Yachts di lunghezze inferiori rispetto ai grandi della nautica, facendoli chiudere. Il lusso è rimasto lusso e i grandi yachts hanno risentito meno di questa crisi”.
Il successo di Codecasa è anche dovuto ad una scelta molto importante: non abbandonare mai la bandiera del Made in Italy: “Siamo un cantiere storico italiano che da sempre costruisce i suoi gioielli in Italia, affidandosi da anni a ditte italiane e utilizzando quasi esclusivamente marchi italiani” spiega fiero Ennio. “Il marchio Codecasa è come un biglietto da visita che gira in tutto il mondo e che diffonde la nostra tradizione e la nota qualità ed affidabilità dei nostri prodotti. Sono stati spesso gli armatori stessi a chiederci di arredare il proprio yacht con design italiano. Pertanto ritengo che questo debba essere un punto di forza ed un valore aggiunto per la nostra cantieristica. All’Italia non manca niente ed è giusto mantenere alto il Made in Italy in tutto il mondo”.
Altra chiave di questo successo è realizzare Yacht Custum, ovvero su misura dell’armatore. Le richieste negli anni sono state innumerevoli e svariate, ma a volte anche un po’ bizzarre: “Oggi giorno si cerca di avere a bordo i maggiori comfort che si troverebbero nei migliori hotel, per cui tra le varie richieste pervenute ci sono state la sala cinema, la sala massaggi, il gymnasium sempre più attrezzato, la piscina con il nuoto controcorrente, e addirittura un’area dedicata a barberia e parrucchiere, fino all’installazione di 2 pali da lapdance smontabili. Insomma, tutte richieste realizzabili affinché l’Armatore non rinunci alle proprie abitudini e rimanga soddisfatto e felice del suo yacht”.

IL MESSAGGIO DI BUONOMO SUL FUTURO DEL PORTO
Per quanto riguarda le infrastrutture, anche a Codecasa come a tutti i cantieri viareggini che producono mega Yachts sta a cuore il rilancio del porto: “A Viareggio le grandi imbarcazioni non possono entrare o uscire agevolmente” conclude Buonomo “i lavori effettuati finora per migliorare il fondale con la draga hanno sì aiutato un po’ a migliorare questo problema, ma purtroppo siamo ancora ben lontani dall’averlo risolto. Esso rappresenta una grande limitazione per Viareggio e per la nautica ed è un vero peccato perché Viareggio potrebbe tornare ad essere la Capitale mondiale della Nautica”.

Ennio Buonuomo

Un cocktail party esclusivo quello che ha celebrato la preview dell’edizione autunnale del nuovo periodico del territorio The Versilia Lifestyle, che dopo il successo dei numeri di luglio e agosto prosegue le pubblicazioni raccontando una Versilia inedita e accattivante anche fuori dalla stagione estiva.

   L’evento, che si è svolto nella nuova sede del cantiere Maiora – AB Yachts – CBI Navi della Famiglia Guidetti nella Darsena Viareggina, ha visto la partecipazione di autorità, imprenditori e giornalisti, che non sono voluti mancare ad un appuntamento molto atteso. Durante la preview è stato possibile approfondire e toccare con mano gli argomenti trattati in questa edizione del periodico, ideato e diretto da Isotta Boccassini e Lodovico Poschi Meuron: dalla nautica a Bussoladomani, dall’enogastronomia fino al lifestyle, arte e cultura. Molto apprezzata la visita a bordo del mega yacht Maiora36, che proprio a Cannes ha ricevuto il premio come miglior evoluzione stilistica 2018 durante i Trophies…

Altra chicca l’esposizione fotografica su Bussoladomani dal ’74 all’80 a cura di Giovanni Paoli, fotografo ufficiale dell’epoca, che ha ricevuto grandi apprezzamenti dal Sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto e dal nuovo Presidente della Versiliana Alfredo Benedetti.

Presente anche il consigliere comunale del Comune di Viareggio David Zappelli e imprenditori del calibro di Mauro Celli del gruppo A. Celli, Daniele Bosoni del consorzio del prosciutto di Pietraroja, il più ricercato e costoso al mondo, e ancora Alessandro Mazzucco patron di Ostras Beach Club Versilia, rappresentanti dei principali cantieri viareggini e del consorzio Navigo Toscana, Laura Botarelli vicepresidente del Consorzio di promozione turistica della Versilia, il poliedrico imprenditore Marco Bianchi e molti nomi del giornalismo locale e nazionale. 

Il nuovo numero di The Versilia Lifestyle sarà in distribuzione in tutta la provincia di Lucca gratuitamente fino al 30 novembre, momento in cui è previsto il lancio dell’attesissima versione natalizia.

Partner dell’evento Italian Gourmet con Barbekitchen, barbecue semplice e rivoluzionario che è stato testato da tutti i presenti; Suncar – Land Rover; Ostras Beach Club; i cantieri navali Maiora - AB Yachts - CBI Navi; le Strade dell'Olio e del Vino; Fisar Lucca – Garfagnana; Miin Korean Cosmetics, che ha fornito esclusivi cadeaux alle signore; Fotomania e Paolo Scuttari Videomaker.

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