Il primo stabilimento balneare moderno d’Italia nacque a Viareggio nel 1827 e da lì si sviluppò il modello di spiaggia che ha fatto la storia del turismo balneare.
Dalle passerelle in legno che si protendevano sul mare alle eleganti cabine a casetta di Forte dei Marmi, la Versilia ha tracciato la storia della balneazione in Italia. Un racconto di costume, innovazione e stile che parte dal primo stabilimento moderno per raccontare un fenomeno culturale e sociale che ha cambiato il rapporto dell’uomo con il mare.
La balneazione moderna in Italia nasce qui, sulla spiaggia di Viareggio: nel luglio 1827 vennero realizzati i primi stabilimenti balneari moderni, il Bagno Nereo, per gli uomini, e il Bagno Dori, per le donne, costruiti su palafitte in mare e raggiungibili dalla spiaggia tramite lunghe passerelle.
Il progetto fu autorizzato dal Ducato di Lucca, che accolse con favore l’idea di offrire ai bagnanti “comodità sufficienti” per cambiarsi e immergersi nell’acqua in piena decenza.
Già negli anni precedenti (1812–1822) le istituzioni locali avevano iniziato a regolamentare la balneazione: si documentano divieti sanitari poi contestati dai villeggianti e norme che separavano uomini e donne sulla spiaggia.
Queste prime strutture, semplici ma rivoluzionarie, erano fatte di legno e tele: su palafitte sospese sull’acqua, offrivano cabine e spazi coperti dove ci si poteva cambiare lontano dagli sguardi degli altri.

Le donne entravano in mare con costumi in lana o cotone pesante, spesso munite di cappello e scarpe, mentre gli uomini portavano maglie e pantaloni lunghi. Ogni immersione durava pochi minuti, parte di un rituale che coniugava salute, decoro e socialità.
Tra gli anni 1860 e 1870 la Versilia conosce un salto qualitativo. Il Bagno Felice (o Felice Barsella) nasce nel 1860 come uno dei primi grandi stabilimenti balneari privati, frequentato dall’alta società.

Seguono strutture come il Nettuno (1865), l’Oceano, il Balena, il Quilghini e altri, magnifiche costruzioni su palafitte che ospitano sale da ballo, café e negozi, diventando veri centri di socialità balneare.
Il grande incendio della Passeggiata nel 1917 segnò la fine delle palafitte sul mare. Dopo il rogo la città si ricostruì in muratura e gli stabilimenti assunsero forme più solide.
Nel Novecento la balneazione si sposta sulla spiaggia: nascono le cabine a casetta con tetti spioventi e piccoli spazi privati, soprattutto a Forte dei Marmi, e si affermano file ordinate di ombrelloni e tende, simboli di un nuovo modo di vivere la spiaggia come esperienza di stile e comfort.
Nel dopoguerra il modello versiliese diventa icona del turismo balneare italiano, apprezzato da italiani e stranieri. Negli anni ’60–’80 la spiaggia è sinonimo di vacanza, moda e mondanità. Oggi, tra nuove esigenze di natura e relax, la sfida è conciliare tradizione e innovazione, mantenendo viva una storia nata oltre due secoli fa.
Isotta Boccassini
| Anno | Evento chiave |
|---|---|
| 1812–1822 | Regolamentazioni e prime norme sulla spiaggia e i bagni. |
| 1827 | Nascono i primi bagni moderni: Nereo e Dori. |
| 1860 | Nascita del Bagno Felice, primo grande stabilimento privato. |
| 1865–1870 | Nettuno, Balena, Oceano e altri grandi bagni su palafitte. |
| 1917 | Incendio della Passeggiata; fine delle palafitte. |
| 1920–1930 | Nascita delle cabine a casetta e layout moderno di stabilimento. |
| 1960–1980 | Boom della vacanza italiana al mare e diffusione del modello balneare moderno. |
Fonti e Bibliografia

