Il rapporto con Viareggio non è mai stato solo anagrafico, ma profondamente identitario. In una lettera scritta proprio dieci anni fa al Comune, l’attrice rivendicava con orgoglio le proprie origini: "Sono viareggina e lo rivendico. Amo Viareggio, ne ho costante nostalgia, del suo mare, delle sue pinete, della Darsena".
Parole che restituiscono il senso di un’appartenenza rimasta intatta nel tempo, nonostante una carriera che l’ha portata sui set più importanti del cinema italiano.
Dagli esordi giovanissima fino alla consacrazione, Sandrelli ha lavorato con grandi registi come Bernardo Bertolucci ed Ettore Scola, attraversando decenni di cinema con naturalezza e profondità.
I suoi personaggi hanno raccontato una femminilità libera, moderna, mai stereotipata, contribuendo a rendere il cinema italiano riconoscibile e apprezzato anche oltre i confini nazionali.
La sua storia personale si intreccia anche con la Versilia. Proprio qui, alla Bussola di Marina di Pietrasanta, il 5 giugno 1961, conobbe Gino Paoli, scomparso il 24 marzo scorso, dando inizio a una relazione intensa e molto discussa, che avrebbe ispirato anche alcune delle pagine più celebri della musica italiana.
Oggi, a ottant’anni, Stefania Sandrelli resta un punto di riferimento non solo per il cinema, ma anche per la sua città, che la riconosce come una delle sue espressioni più alte. Un simbolo di talento e autenticità, capace di portare nel mondo, con discrezione e forza, l’identità della Versilia.

